NAPOLI – «Sento il peso della responsabilità ma anche la forza di una comunità che in Campania ha le sue radici più profonde». Roberto Fico non ha bisogno di cercarle, quelle radici: ci è cresciuto dentro. Da leader dei meet up grillini. Da presidente della Camera nella seconda stagione del Movimento. Ora da candidato alla presidenza della Campania nell’era Conte. Volto simbolo del Movimento Cinque Stelle partenopeo, sa bene che proprio qui la forza pentastellata ha costruito – fin dagli esordi – la parte più solida della propria storia politica. Anche in tempi recenti, quando nel resto d’Italia i numeri sono calati in modo impietoso. Alle Europee del 2024, in Campania, il Movimento ha raccolto il 20 per cento dei voti, quattro punti sopra la media nazionale e dieci in più rispetto al Centro-Nord. Alle politiche del 2022, sempre in Campania, al Senato superò il 35 per cento, con picchi nel comprensorio partenopeo. Dati che spiegano perché, quando Fico parla di «responsabilità», non è una parola di circostanza: è il peso concreto di un consenso che da anni trova nel Sud la sua spina dorsale. Un consenso che pesa, e che alla fine sarà pesato. «Stiamo lavorando pancia a terra con serietà, spirito di sacrificio e lavoro di squadra» ha detto ieri a Napoli durante l’incontro con la lista Avanti Campania guidata dal segretario socialista Enzo Maraio. «La Campania è una delle regioni fondanti del Movimento, ha dato tanto a livello locale e nazionale. È una responsabilità che mi prendo tutta, cercando di lavorare al meglio nel rispetto di tutto e di tutti». Un messaggio che guarda oltre la tattica elettorale. Perché se da un lato i numeri danno fiducia, dall’altro impongono la prova del campo: confermare o migliorare quel risultato significa dimostrare che la stagione a Cinque Stelle non è un capitolo chiuso, ma un progetto ancora competitivo. Per Fico è un passaggio decisivo: non conterà più della vittoria del centrosinistra, ma all’interno della coalizione, il giorno dopo, conterà eccome. Sa di giocarsi molto. Per sé, per il Movimento, per Giuseppe Conte e – finanche – per Elly Schlein. In Campania la segretaria dem ha scelto di puntare non solo sul campo largo ma su un candidato espressione di una forza politica che per dieci anni è stata all’opposizione del governatore De Luca, alle scorse regionali vittorioso con quasi il 70 per cento dei voti.

