È la Campania la regione del Mezzogiorno continentale a detenere il preoccupante primato dell’abbandono scolastico. Questo quello che emerge dai dati contenuti nell’ultimo rapporto Svimez, dati ricavati da uno studio condotto nel 2022 dall’ufficio statistica del Ministero dell’Istruzione e del Merito che, per un ciclo di otto anni, ha seguito il percorso formativo di 583.644 alunni. Al termine del periodo preso in esame è emerso che oltre 96mila studenti – ovvero il 16,5% del totale – ha abbandonato il sistema scolastico senza conseguire un titolo di studio.
Ancora una volta l’analisi dei dati su base territoriale ha evidenziato una realtà diversificata nelle diverse aree del Paese, con le regioni centro-settentrionali che presentano una percentuale di abbandono inferiore alla media nazionale, mentre quelle meridionali raggiungono la soglia del 17,4% e le isole addirittura del 20,6%.
Per quel che riguarda le singole regioni, lo studio citato pone al primo posto di questa non invidiabile classifica la Sicilia, con il 21,1% di abbandono scolastico, ed al secondo la Campania con il 19,9%. Risultati diametralmente opposti quelli di Basilicata e Molise, regioni che fanno registrare il minore livello di abbandoni scolastici all’interno dei quasi 600mila oggetto di analisi. Altra disparità evidente che emerge è quella relativa al genere di chi abbandona precocemente la scuola senza conseguire un titolo di studio: il fenomeno è molto più grave per i maschi, che superano di circa sei punti percentuali gli abbandoni delle femmine.
La divisione in due del Paese è confermata anche se si prendono in considerazione i dati forniti dall’Elet (Early Leaving from Education and Training), strumento che individua, all’interno della fascia d’età compresa tra i 18 ed i 24 anni, quanti sono i giovani che non frequentano corsi di istruzione o programmi di formazione e che sono in possesso di un titolo di studio non superiore alla licenza media. A fronte di un dato nazionale pari al 10,5% – dato riferito al 2023, in netto miglioramento rispetto a quello del 2004, quando veniva raggiunta quota 23,1% – le regioni insulari e meridionali raggiungono soglie ampiamente superiori. Nelle isole l’Elet è al 17,2%, mentre nelle regioni del Mezzogiorno continentale è al 13,5%. Anche in questo caso le regioni centro-settentrionali presentano valori sotto la media nazionale.
Non manca, infine, un dato incoraggiante: il dato del 2024 relativo alla dispersione scolastica – altro rispetto allo studio citato in precedenza – a livello nazionale è pari al 9,8% in calo rispetto all’anno precedente quando raggiungeva la soglia del 10,5%.

