«Oggi in Campania esiste una consorteria di potere e noi abbiamo il dovere di contrastarla». Edmondo Cirielli sceglie il linguaggio della rottura per compattare le fila. Il candidato presidente del centrodestra interviene a gamba tesa sul ‘campo largo’ (e avverso) durante la presentazione della lista Cirielli Presidente. Queste elezioni non sono un fatto politico» sottolinea Cirielli. «Dobbiamo avere una Regione in cui i servizi funzionino. Quando uno vede che la sua terra è in ginocchio, non può tirarsi indietro». Il viceministro degli Esteri parla di «una squadra che ci mette la faccia», della necessità di portare a Palazzo Santa Lucia «esperienza e competenza» ma – soprattutto – di un territorio «in ginocchio» da liberare da «un sistema che ha messo da parte perfino gli insulti pur di restare al comando». Il riferimento è alla ritrovata intesa tra Fico e De Luca, e più in generale all’alleanza Pd–Cinque Stelle. «I voti vanno conquistati sui programmi, sulle idee e anche su quello che si è fatto» osserva Cirielli. «La Campania è in ginocchio e la colpa è di chi governa da dieci anni. Fico, sposando la continuità con questa amministrazione, se ne assume la piena responsabilità. Tra l’altro» aggiunge il candidato presidente del centrodestra «Pensa di poter contare sui voti clientelari di De Luca. Ma non andrà così». Cirielli si sofferma poi sui centristi in fuga dal fronte Schlein–Conte: «È normale che molti non si riconoscano più in una coalizione estremista e radicale. In una competizione amministrativa contano le capacità, non le ideologie. Sono sette i consiglieri passati con noi: nessuno, invece, ha attraversato la strada in direzione opposta». Sul terreno del confronto diretto con Fico, l’avversario designato del campo largo – da più parti dato già per vincitore – il tono resta altrettanto duro: «In democrazia decide il popolo, non i tavoli né la frittura di pesce con cui si comprano i voti» tuona Cirielli. «Noi ci presentiamo come alternativa a un malgoverno che ha piegato la Campania su sanità, lavoro e occupazione». Anche su De Luca il giudizio è tagliente: «Il governatore ombra è solo una vulgata utile a De Luca per sentirsi ancora al centro della scena. La legge è chiara: i poteri sono del presidente eletto. Ma il problema non si porrà perché vinceremo noi». Capitolo finale: il reddito di cittadinanza. «Il governo non ha abbandonato i poveri ma ha distinto tra chi può lavorare e chi non può» spiega Cirielli. «I fondi per il Sud non sono mai stati tolti. E’ la Regione» conclude «che in questi anni non è stata capace di spenderli».

