Un Como formato Champions blocca il Napoli sullo 0-0: azzurri ancora primi

Un passettino in avanti. Perché quando c’è il rischio di poter perdere, accontentarsi non è mai un peccato capitale. Il Napoli si ferma dinanzi all’ostacolo Como in un vero e proprio scontro diretto, seppur mascherato dalla classifica e dal blasone dei lombardi. Perché alla caratura e potenziale azzurro, dall’altra parte risponde da applausi la banda di Fabregas: ordinata, dinamica, tecnicamente bella da vedere, tatticamente indissolubile. A mangiarsi le mani sono i lariani, con il calcio di rigore di Morata disinnescato da Milinkovic-Savic, culmine di un primo tempo sontuoso. Il serbo mette le mani sul primato e permette al Napoli di sedersi sul divano e aspettare ciò che sarà tra Milan e Roma. Per Conte i segnali sono la solidità difensiva ritrovata e una squadra dura a morire. Ennesima pecca gli stop di Gilmour e Spinazzola.
Il Napoli riparte dal 4-3-3 con Rrahmani che guida la difesa e Hojlund riferimento principale offensivo. Ai lati dello scandinavo ci sono Neres e Politano. L’idea è quella di sfruttare gli spazi che il Como offensivo, sbarazzino può lasciare. La partita però racconta ben altro. Perché i lariani si muovono in maniera armonica, dinamica, rovesciando i moduli e soprattutto facendo saltare le linee azzurre. Il Napoli è costretto a rincorrere per tutti i primi 45’ i calciatori in maglia bianca, con la regia del tandem Caqueret-Perrone che permette alla trequarti e a Morata di bussare più volte dalle parti di Milinkovic-Savic. I ritmi sono intensi, con Diao che stravince il duello con Di Lorenzo mentre Hojlund fa battaglia prima con Kempf (subito fuori per infortunio) e poi con l’arcigno Carlos dando l’idea di poter colpire. La grande chance per il Como arriva al 26’: Morata scatta sul filo del fuorigioco e viene steso da Milinkovic-Savic. Calcio di rigore e duello che si ripete ma questa volta a trionfare è il serbo: due penalty su due parati in appena quattro giorni. Roba da primato. Il più pericoloso del Napoli è McTominay, con diverse occasioni in area e una bordata dalla distanza (32’). Il Como però è costante, continuo. Accelera anche dopo che il Napoli perde anche Gilmour per infortunio e si aggrappa ad Elmas. Il macedone si presenta con un diagonale infimo che Butez tiene (45’). Nel finale ci provano Diao (45’) e Paz (48’), con il Napoli che incassa il duplice fischio come una liberazione. Conte perde anche Spinazzola e lancia Gutierrez. Lo spagnolo ci mette poco ad accendersi: sinistro dal limite che sibila l’incrocio dei pali (48’). Il Como dà sempre l’impressione di poter avvolgere il Napoli nella propria rete di passaggi e movimenti senza palla che mandano in tilt gli azzurri. Anguissa si abbassa a protezione di Elmas e lascia a McTominay il compito di affiancare Hojlund nelle poche azioni offensive azzurre. Neres e Politano si fanno apprezzare per le generose corse a rincorrere i terzini avversari. Quando però hanno spazio, il brasiliano brucia il terreno e Politano impegna severamente Butez (62’). Gli ospiti gestiscono i ritmi e fanno i conti con la stanchezza. Il Napoli è in un disordinato forcing offensivo che produce nella girata di McTominay (70’) e nel colpo di testa di Hojlund (80’) i due pericoli maggiori. Finisce zero a zero in un Maradona che applaude 90’ di grandissima intensità.

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