Crisi idrica, l’Acquedotto lucano annuncia nuove interruzioni

Si ricomincia. Di nuovo rubinetti a secco in Basilicata. Ieri l’annuncio da parte di Acquedotto lucano che già nei prossimi giorni procederà all’interruzione dell’erogazione dell’acqua nel Vulture-Melfese, Alto Bradano e nel Materano. Sospensioni temporanee e notturne, fa sapere l’Acquedotto, per una decina di comuni, fra cui la città di Matera. Nuovi stop prevedibili dopo il consiglio regionale sulla crisi idrica, durante il quale il presidente della Regione ha illustrato numeri e dati relativi alla situazione in cui versano le dighe lucane. A partire dalla diga di Monte Cotugno, il più grande invaso artificiale d’Europa in terra battuta, che attualmente contiene 40,8 milioni di metri cubi – a fronte di una capacità autorizzata di 280 milioni – vicinissima alla soglia di riserva di 40 milioni di metri cubi, al di sotto della quale non sarebbe garantito l’uso potabile. «A seguito della progressiva riduzione delle disponibilità delle dighe del Sinni e del Pertusillo – comunica la società che gestisce il servizio idrico integrato (approvvigionamento, distribuzione, fognatura e depurazione) in Basilicata – e stante la grave carenza degli apporti dalle sorgenti campane, Acquedotto Pugliese ha attivato interventi di regolazione delle portate e rimodulazione delle assegnazioni tra le sub-distribuzioni lucane». La comunicazione è stata fatta da ai primi cittadini del Vulture-Melfese, dell’Alto Bradano e dall’area di Matera e Montescaglioso. In particolare, spiegano dalla società che gestisce una vasta rete di oltre 7000 chilometri di tubazioni per fornire acqua a tutti i comuni della regione, «si sono rese indispensabili riduzioni dei volumi disponibili già dallo scorso 20 ottobre, per un totale di 60 l/s, distribuite nelle aree del Vulture-Melfese e dell’Alto Bradano, di Matera e di Montescaglioso (schemi idrici alimentati da forniture di Acquedotto pugliese)». Sospensioni «necessarie» in quanto «Acquedotto Lucano non dispone della possibilità di attingere da ulteriori risorse locali in queste zone». Nella lettera ai sindaci la società spiega che le misure «che potranno essere adottate avranno anche carattere preventivo, qualora il trend negativo delle condizioni meteorologiche dovesse perdurare». Interruzioni programmate, e sottolineano, «necessarie», per gli schemi idrici delle zone del Vulture-Alto Bradano e del Materano, per via della situazione di criticità che «interessa tutto il territorio regionale». Negli ultimi mesi, infatti, si è registrato, «un significativo abbassamento dei contributi sorgentizi, accompagnato da un deficit negli accumuli idrici. Le principali riserve, sia interne (le dighe di Monte Cotugno e del Pertusillo) sia esterne (diga di Conza in Campania), mostrano livelli di invaso estremamente ridotti, raggiungendo valori che destano seria preoccupazione». Un quadro aggravato dall’assenza di precipitazioni e dai «ridotti fenomeni nevosi, che negli ultimi anni hanno inciso negativamente sulle captazioni sorgentizie come per quelle dell’Alta Val d’Agri e del gruppo Frida, ai minimi storici o come per le sorgenti campane (Caposele e Cassano Irpino) che sono essenziali per l’approvvigionamento delle aree del Vulture e dell’Alto Bradano».

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