Se non la pace, almeno una tregua: questo il risultato del lungo colloquio – oltre un’ora e 40 minuti – tra Trump e Xi a Busan, in Corea del Sud.
L’atteso vertice tra il presidente statunitense ed il suo omologo cinese si è svolto in un clima cordiale e sereno, caratterizzato dalla volontà dei leader di attenuare il conflitto commerciale in atto tra le due principali economie mondiali, socntro caratterizzato dall’imposizione di dazi e controdazi e restrizioni sul commercio di materie prime strategiche e componenti ad alto contenuto tecnologico.
Alla fine si è arrivati ad un’intesa di massima – un accordo commerciale che verrà rinegoziato a cadenza annuale, lo ha definito Trump – che prevede in primis un taglio del 10% di alcuni dazi e la sospensione immediata da altri, misura a cui fa seguito un’analoga decisione di Pechino.
Altro elemento portante dell’intesa raggiunta tra Trump e Xi è la sospensione per un anno delle restizioni all’esportazione di terre rare da parte cinese, Altro tema particolarmente caro all’inquilino della Casa Bianca la ripresa delle esportazioni di soia verso la Cina: Pechino riprenderà gli acquisti, bloccati in ritorsione all’imposizione di nuovi dazi.
Resta ancora aperta, invece, la questione dell’esportazione verso la Cina dei chip del colosso statunitense Nvidia, soggetti a restrizioni americane e cinesi. Del tema si è discusso, ma non è stato raggiunto alcun accordo, rinviato ad un prossimo futuro dopo ulteriori confronti.
Trump e Xi nel corso del colloquio si sono soffermati anche sul conflitto russo – ucraino, ma nessuna delle due delegazioni ha fornito dettagli in merito, salvo l’annuncio dell’impegno a “lavorare insieme” su questo delicato dossier.

