Una stoccata in punta di fioretto, non per questo meno tagliente, ed un attacco diretto, frontale e senza esitazioni. Gioca abilmente tra questi due estremi Mara Carfagna, segretaria di Noi Moderati ieri a Salerno per la presentazione della lista dei candidati alle prossime regionali di novembre. La stoccata è per gli alleati – rivali di Forza Italia, dai cui vertici campani nei giorni scorsi è arrivato un appello al voto moderato modulato in termini non proprio graditi agli esponenti del partito di Carfagna e Lupi. Appello, per di più, promosso da due nuovi ingressi in casa azzurra, Pino Bicchielli proveniente proprio da Noi Moderati e Nicola Caputo, assessore all’Agricoltura della giunta De Luca.
Facile, dunque, leggere nelle dichiarazioni di Mara Carfagna un riferimento a questa vicenda, su cui già si era espresso con forza il coordinatore regionale di Noi Moderati Gigi Casciello. «La sfida che stiamo affrontando – dice Carfagna – è molto difficile e ogni partito ha deciso di affrontarla come meglio ha creduto, molti hanno puntato sui campioni di preferenza anche a dispetto della coerenza, noi invece abbiamo scelto un’altra strada, una strada più trasparente, più lineare. Più pulita, più coerente con i nostri valori». Difficile non vedere in questa presa di posizione un riferimento ai nuovi ingressi in Forza Italia, in particolare nel Casertano, molti dei quali provenienti da partiti o liste che hanno sostenuto fino a poche settimane fa l’esecutivo regionale guidato da Vincenzo De Luca.
E se il messaggio non fosse sufficientemente chiaro, la segretaria di Noi Moderati non esista a ribadirlo: «Tutte le persone che candidiamo – incalza Carfagna – sono amministratori esperti e radicati, esponenti della società civile stimati e apprezzati, donne che rappresentano un simbolo di coerenza e di tenacia come Filomena Lamberti. Sono tutti candidati che condividono il nostro progetto politico, che si riconoscono nel nostro progetto politico, che non hanno scelto Noi Moderati per utilizzarlo come un taxi su cui salire per arrivare al consiglio regionale, ma come un progetto politico su cui scommettere e da far crescere perché ritengono che ci sia bisogno nel centrodestra di una forza pragmatica, moderata che sappia interpretare al meglio le esigenze dei cittadini campani».
Un ruolo, quello dell’elettorato moderato e di una forza politica capace di farsene interprete, che potrà essere determinante per l’esito del voto di novembre. La scelta di Fico come candidato presidente del campo largo è, nell’analisi di Carfagna, fortemente divisiva, oltre che politicamente incoerente: «In Campania tutto il voto moderato che ha contribuito all’elezione nel 2020 di Vincenzo De Luca credo che non sia così convinto di seguire il Partito Democratico nella deriva estremista che lo ha portato a sostenere Roberto Fico e il Movimento 5 Stelle». Quella tra i dem e i pentastellati, attacca Carfagna, è «un’alleanza tra due forze politiche che negli ultimi dieci anni si sono combattute, insultate e persino denunciate», contrapposta ad una coalizione – il centrodestra – che «è un’alleanza stabil,e che va avanti da oltre trent’anni e che, dove governa a livello nazionale e locale, garantisce stabilità ed efficienza dell’azione amministrativa».
È partendo da questo dato che la segretaria di Noi Moderati indica la prospettiva che caratterizzerà l’azione del partito nel prossimo futuro: «Penso che il voto moderato può fare la differenza, Noi Moderati vuole essere la casa di tutti quegli elettori che non apprezzano e non approvano la deriva estremista del Pd e che chiedono un’alternativa seria e concreta».

