Si ferma la corsa del Partito per la libertà (PVV) di Geert Wilders, ma questa sembra essere l’unica certezza che emerge dagli exit poll che fotografano il risultato del voto in Olanda. Quello che si profila all’orizzonte è un testa a testa tra il PVV e i liberal-democratici di D66, con questi ultimi che stando alle prime proiezioni conquistano 27 seggi, contro i 25 della destra liberal-sovranista di Wilders. È bene ricordare, tuttavia, che il margine d’errore delle rilevazioni è di due seggi, dunque occorrerà attendere i dati definitivi per avere conferma del sorpasso di D66.
Il dato, tuttavia, si profila come una vera e propria disfatta per il PVV che, all’idomani delle elezioni anticipate del novembre 2023, poteva contare su un gruppo di 37 deputati. Si è, dunque, rivelato un grave errore la decisione di Geert Wilders di far cadere il governo guidato da Dick Schoof, esecutivo che ha retto per meno di un anno e caratterizzato da un’intesa sempre precaria tra le quattro forze che componevano la maggioranza.
Al terzo posto si colloca il Partito popolare per la libertà e la democrazia (Vvd), formazione di centrodestra, cui vengono accreditati 23 seggi; ferma a quota 20 seggi l’alleanza tra Partito del lavoro (PvdA) e Sinistra verde (GroenLinks), mentre i cristiano-democratici della CDA conquisterebbero 19 seggi.
Quadro politico estremamente frammentato – sone ben quindici i partiti che dovrebbero entrare in parlamento – che rende indispensabila la formazione di un nuovo governo di coalizione, questa volta, però, decisamente spostato verso il centro del quadro politico nazionale. Al netto del risultato finale, un dato politico è certo: le principali forze politiche olandesi rifiutano l’ipotesi di un’alleanza con Wilders, confinato nuovamente all’opposizione.

