Un macigno. Non brillante, per nulla spumeggiante ma vincente. Il Napoli continua a correre. A Lecce, in una trasferta insidiosa, trova un successo che vale tantissimo per la classifica. Basta una deviazione aerea di un incontenibile Franck Zambo Anguissa per domare i salentini e portare gli azzurri in vetta per una notte in attesa della Roma (0-1). Per espugnare il Via del Mare però, i partenopei soffrono e non poco, vedono le streghe per il penalty concesso ai pugliesi dopo revisione al Var ma neutralizzato da Milinkovic-Savic che spegne la scia da “predestinato” del giovanissimo Camarda. Ci vogliono le mani del serbo e poi la fisicità di Anguissa per permettere agli uomini di Conte di continuare a correre in un pomeriggio che registra l’ennesima prova opaca di Lucca e i problemi fisici di Lang e Politano. Ha già chiuso l’anno con anticipo invece De Bruyne: oggi l’operazione ad Anversa per ricucire lo strappo muscolare rimediato con l’Inter.
Almeno tre i mesi di stop, con appuntamento nel febbraio 2025.
Conte suona la sveglia a Lucca, titolare dopo i zero minuti disputati con l’Inter. Uno dei tanti investimenti del mercato estivo guida il tridente completato dal solito Politano e dalla sorpresa Lang. In mezzo al campo la novità è l’iniziale esclusione di McTominay. Al suo posto c’è Elmas con Gilmour e Anguissa. Il Napoli ha il merito di far valere il suo status di capolista e tiene il Lecce rinchiuso nella prima parte di gara. Gli azzurri però mancano in incisività, non sembrano avere il fuoco offensivo attivato. Tra il 12’ e il 20’ le prime chance in serie: con Gilmour (12’), Olivera (16’) e Politano (20’) che vanno vicinissimi al vantaggio. L’assedio degli ospiti è continuo ma su ritmi non forsennati, con il Lecce troppo timoroso che favorisce il controllo della partita. L’unico guizzo è di Berisha dal limite che si perde sul fondo (25’). Il Napoli prova ad alzare ritmi ma Olivera e Politano vanno vicini al colpo grosso senza però bucare i salentini.
Dall’intervallo esce un altro Lecce e il Napoli fa fatica, anche perché Conte dopo un minuto e mezzo perde Lang per infortunio e inserisce Neres. Al 53’ episodio controverso: colpo di testa di Camarda e tocco di mano di Juan Jesus che vale il penalty per i giallorossi dopo una lunga revisione (54’). Camarda va dal dischetto ma Milinkovic-Savic è strepitoso nella respinta (57’). E’ la scossa che scuote il Napoli. Conte getta nella mischia Spinazzola, McTominay e Hojlund ma perde anche Politano per un problema alla caviglia. A cambiare l’inerzia è sempre il solito Anguissa: Neres pennella su punizione e la deviazione del camerunense permette di rompere il muro giallorosso (69’). Ancora un gol determinante per il numero 99, grimaldello per aprire una partita appiccicosa che fa penare Conte fino alla fine, chiamando a gran voce la personalità di un Napoli che fa fatica a gestire senza patimenti il vantaggio prima di festeggiare al triplice fischio finale.

