Costruire un nuovo “gruppo di Visegrad” – senza la Polonia questa volta – all’interno dell’Unione Europea, dando vita ad un’alleanza in grado di incidere sensibilmente sulle scelte comunitarie, in particolare dando forza a posizioni critiche sulla linea adottata dalla Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Questo l’obiettivo perseguito attualmente dalla diplomazia ungherese, come rivela in un’intervista rilasciato al portale d’informazione statunitense Politico Balazs Orban, consigliere politico del primo ministro ungherese Viktor Orban.
Un percorso politico, quello disegnato a Budapest, che si è rafforzato all’indomani della vittoria di Andrej Babis alle elezioni politiche di inizio ottobre in Repubblica Ceca. Ieri il conferimento dell’incarico a Babis di formare il nuovo esecutivo ceco che, salvo sorprese, sarà composto da una coalizione sovranista tendenzialmente euroscettica. A completare il nuovo “gruppo di Visegrad” sarà la Slovacchia di Robert Fico, anch’egli alla guida di un esecutivo attestato su posizioni critiche verso molte delle scelte degli attuali vertici dell’Unione.
Il modello è quello della “coalizione” nata al fine di contrastare le politiche di accoglienza dell’Unione Europea: «Ha funzionato benissimo durante la crisi migratoria – ha detto Balazs Orban -. È così che abbiamo potuto resistere». Oggi non è l’immigrazione il tema su cui incardinare una nuova alleanza di governi sovranisti e tendenzialmente euroscettici, quanto l’opposizione all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione, la richiesta di porre un freno al sostegno militare a Kiev e la volontà di costruire un atteggiamento di maggiore attenzione verso una possibile soluzione diplomatica del conflitto con la Russia, sulla scia dei tentativi messi in campo dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Al momento alla sortita ungherese non ha fatto da contraltare alcuna presa di posizione ufficiale né da Praga né da Bratislava, non sono da escludere, tuttavia, sviluppi nel momento in cui Babis riuscirà a formare il nuovo esecutivo in Repubblica Ceca.
La strategia ungherese, tuttavia, appare essere di più ampio respiro e non si sviluppa solo sul versante governativo e diplomatico, ma ha anche una dimensione più strettamente politico-parlamentare. A Bruxelles, infatti, Fidesz – il partito del primo ministro Orban, attualmente parte dell’eurogruppo dei Patrioti (quello in cui ci sono anche Lega e Rassemblement National) – sarebbe intenzionato a lavorare per costruire alleanze con il gruppo dei Conservatori – al cui interno ci sono i rappresentanti di Fratelli d’Italia – e con i partiti del gruppo Europa delle nazioni sovrane, composto da formazioni della destra sovranista.
Per raggiungere questo risultato, sempre secondo la ricostruzione pubblicata su Politico, determinante sarebbe il ruolo svolto da alcuni centri studio vicini a Fdesz o, comunque, a Viktor Orban.

