Cetara contro Salerno. Il Consiglio comunale del piccolo borgo marinaro della Divina si oppone all’ampliamento del porto di Salerno. Ieri l’approvazione in Consiglio per formalizzare il dissenso verso un progetto che «rischia di comportare lo stravolgimento della morfologia della Costiera Amalfitana, territorio unico al mondo nonché patrimonio dell’Unesco» spiega il primo cittadino di Cetara Fortunato Della Monica. Ma c’è dell’altro. Il timore degli amministratori locali è che, con l’ampliamento, si possano «arrecare ulteriori e prevedibili danni ambientali per effetto di un nuovo disegno delle rotte delle navi». Sulla stessa linea anche gli altri sindaci della Costiera. I primi cittadini, dei comuni interessanti, hanno, infatti chiesto all’Autorità portuale del Mar Tirreno centrale–Porto di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia di poter essere ascoltati nella fase di redazione dell’importante strumento di programmazione e sviluppo. «L’atto deliberativo – prosegue – intende perseguire la tutela del territorio sia dal punto di vista ambientale che della vivibilità e dell’economia». L’assise del borgo costiero dice «no» all’ampliamento del Molo di Ponente, ubicato a ridosso del costone roccioso che separa la città dal borgo di Vietri da sempre considerato la porta sud della Costiera Amalfitana, previsto nel progetto definitivo del masterplan litorale Salerno Sud. Per il sindaco e i consiglieri «sembrerebbe configurarsi una sostanziale invasività al punto da comprendere nel suo specchio d’acqua il water front della vicina spiaggia del comune di Vietri sul Mare a stretto confine con Cetara». Con Della Monica le altre fasce tricolore della Divina contrari all’ampliamento del molo salernitano. «E’ intenzione del Comune di Cetara, così come degli altri Comuni della Costiera Amalfitana, tutelare il proprio territorio – dichiara Della Monica – e opporsi con fermezza a qualsiasi progetto che vada a stravolgere la morfologia di un territorio unico al mondo. E poiché la paventata portata del progetto di ampliamento del Porto di Salerno, ferma l’indubbia competenza statale demandata all’Autorità Portuale, sembrerebbe legittimare il coinvolgimento delle Amministrazioni degli enti locali limitrofi – conclude – abbiamo chiesto all’Autorità portuale del Mar Tirreno centrale – Porto di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia di poter essere ascoltati nella fase di redazione dell’importante strumento di programmazione e sviluppo».

