Crollo verticale. L’Avellino capitola ancora e questa volta lo fa nel peggiore dei modi. Al Partenio-Lombardi, lo Spezia dà un calcio alla crisi e risorge. Un poker pesantissimo quello che i liguri infliggono ai lupi (0-4), al secondo ko consecutivo dopo la sconfitta con la Juve Stabia.
Un match equilibrato nei primi 45’. L’espulsione di Palmiero a pochi istanti dall’intervallo scioglie l’Avellino che crolla miseramente nel secondo tempo sotto i colpi di Aurelio, Vlahovic, Vignali e Di Serio.
Lupi fuori dalla zona playoff e fermi a quota 12 punti. Martedì a Pescara, nel turno infrasettimanale in programma all’Adriatico, servirà tutt’altro piglio, con la squadra campana che riabbraccerà Insigne, out per squalifica, ma dovrà rinunciare a Palmiero.
Biancolino riparte dal 3-5-2, con Fontanarosa che vince il ballottaggio con Enrici in difesa. Besaggio viene preferito in mediana per completare il terzetto con Palmiero e Sounas. Davanti ci sono Crespi e Biasci.
Proprio l’ex Catanzaro ha il compito di scuotere un match per il primo quarto d’ora senza brividi, molto bloccato. La deviazione al volo viene deviata in angolo da Sarr (18’). Nagy viene fermato da Missori (19’) mentre Iannarilli blocca senza problemi la conclusione di Esposito (23’).
Il pallone del vantaggio capita sui piedi di Besaggio che si fa stoppare la botta a rete da Sarr (32’).
Al 45’ l’episodio che cambia l’inerzia del match: fallo durissimo di Palmiero su Esposito e cartellino rosso per il regista irpino. L’Avellino arriva all’intervallo col fiatone, tremando per il colpo di testa a lato di Soleri nel recupero (48’).
Nella ripresa lo Spezia fa valere la superiorità numerica e mette alle corde gli irpini. Aurelio va due volte vicino al vantaggio per poi trovare il gol che indirizza il match in favore dei bianconeri.
Nagy crossa per l’esterno che buca Iannarilli e sigla lo 0-1 (64’).
L’Avellino si scopre e prova a rientrare in partita ma incassa il raddoppio di Vlahovic, innescato da un azione super di Salvatore Esposito (83’). Il demerito dell’Avellino è quello di uscire dalla partita troppo presto, capitolando ancora sotto i colpi di Vignali (85’) e poi con Di Serio nel recupero (91’) per un poker che fa malissimo.

