Cirielli: «Sinistra, moralismo di bandiera»

NAPOLI- Edmondo Cirielli torna sul terreno del confronto politico diretto e lo fa intrecciando due piani: il lavoro e l’etica pubblica. Da un lato il richiamo alle professioni come motore di sviluppo. Dall’altro l’attacco a una sinistra «che ha fatto del moralismo una bandiera». Un doppio messaggio, un unico destinatario: Roberto Fico e la sua coalizione. «Dobbiamo vedere le liste che verranno fuori» premette il viceministro degli Esteri, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania, nel corso dell’incontro promosso da Fratelli d’Italia con il mondo delle professioni. «Abbiamo sempre avuto una posizione garantista: per noi ciò che la legge consente si può fare. È una scelta, un punto di vista che verrà giudicato dagli elettori. Se si vuole cambiare qualcosa, bisogna cambiare le leggi. La sinistra, invece» ha incalzato Cirielli «ha fatto del moralismo e del giustizialismo una bandiera. Vedremo se questo sarà coerente con le liste che presenteranno». Poi un passaggio più programmatico rivolto alla platea di ordini professionali e associazioni di categoria: «Le professioni devono essere una risorsa, non categorie da controllare» ha sottolineato il viceministro. «Il governo Meloni su questo è stato chiaro: la Campania può rilanciare la formazione continua e deve coinvolgere i professionisti nelle scelte strategiche prevedendo nei bandi la valorizzazione dell’equo compenso». Il candidato del centrodestra tratteggia una Regione «aperta e meritocratica» capace di dialogare con le energie produttive professionali del territorio: «Siamo una delle Regioni più povere d’Europa» rimarca Cirielli. «Ma anche una di quelle con maggiori difficoltà di accesso al lavoro e alle professioni. La Regione deve avere un ruolo di impulso, naturalmente insieme agli ordini e alle associazioni» conclude il candidato presidente del centrodestra «per dare risposte concrete e restituire dignità al merito».

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