Smart paper prorogata la commessa Enel

POTENZA- Smart Paper, i sindacati sospendono lo sciopero, ma le questioni sul tavolo restano ancora aperte. Atteso per la settimana prossima un nuovo vertice in Regione, quando, documenti di gara alla mano, si potrà fare maggiore chiarezza sulla gara d’appalto al centro della vertenza sindacale. Lo rivendicano con forza i rappresentanti di Fim, Uilm e Fismic, dopo una serie di aioni di protesta e di trattative non ancora concluse. Dal numero dei lavoratori alla sede di lavoro, l’intesa è ancora lontana dall’essere raggiunta. Ieri il tavolo in Regione, convocato dall’assessore allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo con i rappresentanti di Enel, società committente, Accenture e Datacompact, le due società che sono subentrate aggiudicandosi l’appalto, la Smart Paper, i sindacati e i sindaci dei comuni interessati. Un confronto serrato, dai toni duri e accesi, con Enel che dirama subito dopo un comunicato per fare alcune precisazioni. Ma procediamo con ordine. Con il cambio di appalto, sindacati e Regione hanno chiesto il mantenimento dei livelli occupazionali, 440 addetti, in maggioranza donne, e della sede operativa nel Potentino (la Smart Paper ha una sede a Tito e una Sant’Angelo Le Fratte”. Ad oggi, e dopo una serie di mobilitazioni, fra scioperi, presidi, incontri in Regione e al ministero delle Imprese e del Made in Italy, non è ancora stato definito il trasferimento dei lavoratori lucani alla Accenture-DataContact. Confermata ieri, durante il vertice in via Verrastro, sede della Regione, la proroga di un mese, e di ulteriori 90 giorni se necessari, in attesa che si chiuda la vertenza. Con i sindacati che rivendicano chiarezza rispetto alla gara di cambio appalto dalla Smart Paper al Rti (raggruppamento temporaneo di imprese) Accenture-DataContact, che ha messo in bilico il futuro lavorativo dei dipendenti. Che per la società subentrante sarebbero non 440, ma 364 perché 76 di loro andrebbero esclusi dalla platea in quanto non sarebbero legati alla commessa Enel in maniera esclusiva e costante, perché ricoprivano anche altri incarichi per la Smart Paper. Altro nodo da sciogliere rimane quello della sede con l’assessore Cupparo che ha chiesto ad Accenture una risposta chiara per il mantenimento della sede operativa a Potenza. Su questo aspetto si è invece registrata una posizione diversa illustrata dal rappresentante della società: Accenture è per la sede non solo amministrativa ma anche operativa a Matera, ed è disponibile ad aprire uno “spazio” a Potenza e a proporre contratti in smart working con un turno di lavoro a Matera. «Non possiamo chiedere ai lavoratori – ha ribadito l’assessore – di spostarsi per centinaia di chilometri con aggravio di costi. Confido nell’Enel che su quest’aspetto come su tutti quelli che riguardano il cambio di appalto che si faccia garante perché la clausola sociale trovi applicazione non solo in termini giuridici e di rispetto di contratti e codice di appalto quanto di salvaguardia di posti di lavoro e di un’importante unità produttiva che è fatta principalmente di professionalità lucane».
Enel dal canto suo, dopo la riunione, ha precisato che «la gara da bandita include la clausola di salvaguardia occupazionale (cosiddetta clausola sociale), volta a tutelare la continuità lavorativa del personale impiegato. È inoltre, previsto – spiega – un meccanismo premiante sia per l’assorbimento su altre commesse dei dipendenti, eventualmente in esubero, sia per l’applicazione di forme di lavoro agile». La società ha confermato «il proprio impegno a favore della tutela dei lavoratori coinvolti nei suoi processi di fornitura dei servizi», e che «sta continuando a sollecitare l’appaltatore entrante affinché sia garantita la salvaguardia occupazionale, ritenendo positive le aperture dimostrate dallo stesso rispetto all’introduzione di ulteriori forme di flessibilità per i lavoratori, quali il ricorso allo smart working esteso e fruibile anche presso un nuovo spazio di lavoro a Potenza».
Per i rappresentanti sindacali della Fim, Fiom, Uilm, Fismic «finalmente è stata fissata una data precisa: entro il 31 ottobre la Rti subentrante, Enel in qualità di stazione appaltante, e Smart Paper dovranno chiarire definitivamente l’elenco dei lavoratori che rientrano nella clausola sociale». Quanto alla sede, i sindacalisti, ribadiscono con forza che deve restare a Potenza. «Su questo punto – concludono – come del resto, non sono ammesse mediazioni né arretramenti. Non si tratta di un elemento negoziabile, ma di un principio già previsto nella clausola sociale e tutelato. Dopo 20 anni di attività, non è accettabile alcun arretramento sociale, occupazionale o salariale. Il lavoro in Basilicata non si svende: si difende».

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