«Armati di coraggio temerario e innamorati d’ogni pericolo, essi arricchirono l’arte e la sensibilità artistica col succo e colle vibrazioni di una vita impavidamente osata vissuta goduta». Così scriveva Tommaso Marinetti nel suo saggio “Futurismo e fascismo” (1924), di quel grande movimento «antifilosofico e anticulturale» che in maniera dirompente e visionaria travolse l’Italia degli anni Venti. Un invito a «creare vivendo» che riecheggia fra i capolavori dei grandi maestri Umberto Boccioni, Leoncino Leonardi, Mario Schifano, Tano Festa e Vettor Pisani, in mostra dal 25 ottobre al 12 aprile, negli Appartamenti Reali del Musa (Musei della Reggia di Portici) affiancati ai talenti dei giorni nostri. Un ponte fra passato e presente: cinquanta opere dal futurismo alla creatività contemporanea, in mostra per “Noismi. Per un futuro senza Ismi”, a cura di Michele Citro, che invitano il pubblico a un dialogo inedito in cui «Futurismo e visioni futuristiche dell’arte contemporanea sono raccontate e rappresentate in una prospettiva nuova, critica e costruttiva» come spiega il curatore. Non quindi una mera celebrazione del Futurismo, ma una analisi del suo impatto e la dimostrazione dell’attualità delle sue diverse anime dall’arte tradizionale a quella digitale, fino all’intelligenza artificiale. Uno sguardo nuovo, critico e costruttivo sul movimento fondato nel 1929 da Marinetti e il gruppo di «poeti e artisti italiani geniali». Un percorso estetico e didattico che «inizia con Mario Schifano – continua Citro – ed attraversa l’arte decorativa navale di Leoncillo Leonardi, la scultura protocubista di Boccioni, con i surmoulage dell’Antigrazioso e di “Sviluppo di una bottiglia nello spazio” della collezione privata del mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona. E ancora, l’arte poetica ed esoterica di Vettor Pisani, la pop art italiana di Tano Festa; fino all’ars bioetica di Marzia Ratti e al connubio-dialogo tra arte e intelligenza artificiale del modenese MiTch Laurenzana, attualmente in esposizione allo Jiaxi International Art Center e allo Space Tianwu di Shanghai».

