«Una governance unitaria per un nuovo trasporto locale»

Di mobilità sostenibile e Tpl si parla con grande frequenza, a volte senza molta cognizione di causa, e senza dubbio questo sarà uno dei temi cardine della prossima campagna elettorale. La provincia di Salerno è un territorio estremamente disomogeneo dal punto di vista territoriale e demografico, elementi che rendono ancora più complesse programmazione e gestione del servizio. Temi su cui si impone una profonda riflessione, considerato che «parlare di mobilità sostenibile e trasporto pubblico locale significhi affrontare un tema che va ben oltre gli slogan elettorali», come sottolinea Gerardo Arpino, Segretario Generale della Filt Cgil Salerno.
Quali sono le principali criticità del territorio salernitano, in particolare nelle aree interne?
«La provincia di Salerno, con la sua complessità territoriale e demografica – che va dalle aree metropolitane alle zone interne e montane – necessita di una programmazione unitaria, pubblica e partecipata, capace di garantire servizi realmente accessibili e continui. Per noi mobilità sostenibile significa integrazione tra ferro, gomma, mare e aeroporto, investimenti in mezzi a basso impatto ambientale, utilizzo razionale delle risorse pubbliche e un sistema che produca ricadute positive sul piano sociale ed economico per i territori e per i lavoratori.
La sostenibilità vera si misura anche sul fronte dei diritti: clausola sociale, contratti corretti, sicurezza e dignità del lavoro. Solo così il trasporto pubblico può diventare uno strumento di coesione, crescita e tutela dell’ambiente, non di precarietà e profitto».
La grande frammentazione delle imprese in campo non aiuta.
«Non è più accettabile un sistema frammentato, con decine di aziende che operano in modo disorganico, generando inefficienze, sprechi e disservizi. Questo non aiuta affatto a garantire un servizio efficiente, coordinato e di qualità. Oggi sul territorio sono attive oltre cinquanta aziende, alcune delle quali purtroppo poco sindacalizzate, e questo rende estremamente complessa ogni azione di rappresentanza, contrattazione e tutela dei lavoratori.
A nostro giudizio è necessario costruire una governance unitaria e trasparente, fondata su grandi vettori pubblici o a prevalente controllo pubblico, capace di garantire diritti, efficienza e continuità del servizio, mettendo al centro l’interesse collettivo, i cittadini e i lavoratori, e non il profitto privato o le rendite di posizione».
L’integrazione ferro – gomma resta un miraggio o è un obiettivo realmente perseguibile?
«Crediamo fortemente che l’integrazione tra ferro e gomma rappresenti un obiettivo concreto, realistico e necessario per costruire un sistema di trasporto pubblico intermodale, efficiente, sostenibile e accessibile a tutti. Parlare di integrazione significa immaginare una rete unica della mobilità, in cui non solo autobus, treni e metropolitana, ma anche trasporto marittimo e aeroporto dialoghino tra loro in modo coordinato, con orari sincronizzati, tariffe integrate e coincidenze garantite. È questa la direzione in cui deve muoversi la programmazione della mobilità nella provincia di Salerno e, più in generale, in tutta la Campania. Un passo decisivo in questa prospettiva sarà il prolungamento della metropolitana di Salerno fino all’aeroporto “Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento” e all’Università di Fisciano, un’infrastruttura strategica che potrà finalmente connettere il sistema aeroportuale, ferroviario e universitario, favorendo spostamenti rapidi, riduzione del traffico e dell’inquinamento, oltre a creare nuove opportunità di sviluppo economico e occupazionale per l’intero territorio. Una vera integrazione ferro-gomma contribuirà anche alla crescita dello scalo aeroportuale salernitano.
Ma l’intermodalità non è solo una questione tecnica o infrastrutturale: è anche un tema di equità sociale e di diritti. Significa garantire a ogni cittadino, indipendentemente dal luogo in cui vive, la possibilità di muoversi in modo efficiente, sicuro e sostenibile, e allo stesso tempo tutelare i lavoratori del settore, che rappresentano il cuore del servizio pubblico. Per la Filt Cgil Salerno, l’obiettivo è chiaro: costruire una mobilità integrata, pubblica e sociale, che metta al centro le persone e non il profitto, capace di connettere l’intero territorio salernitano — dal capoluogo alla Valle dell’Irno, dalla Piana del Sele fino al Cilento — e di farne un modello di sostenibilità, innovazione e coesione territoriale per tutto il Mezzogiorno».

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