POTENZA- Delusione, amarezza e tanta rabbia. Restano in attesa del nuovo tavolo convocato in Regione dall’assessore allo Sviluppo economico Francesco Cupparo, i 340 fra lavoratori e lavoratrici della Smart Paper, che dopo l’assemblea di ieri mattina sono pronti ad incrociare nuovamente le braccia e a scendere in piazza. Lo sciopero, trapela, è stato annunciato per il 23, il giorno della convocazione del tavolo regionale (la proclamazione ufficiale ci sarà oggi, ndr) e un presidio in via Verrastro, sede della Regione. Ed è allarme lavoro , dalla Smart Paper alla Stellantis, da Potenza a Melfi, dove i sindacalisti della, Fim, Fiom, Uilm e Fismic Basilicata, reclamano a gran voce, in vista dell’incontro di lunedì 20 con il nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, impegni concreti e posizioni chiare da parte del gruppo, anche per l’indotto, «ormai in una condizione di estrema difficoltà», denunciano. I rappresentanti sindacali dei metalmeccanici lucani mettono anche in evidenza che «dopo anni di richieste e mobilitazioni, è il momento di un vero cambio di passo, con scelte industriali realistiche che rilancino lo stabilimento e salvaguardino l’occupazione», a partire dalle vertenze più critiche come Logistica, Pmc e Brose. Alla luce dell’annuncio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sul prossimo tavolo Automotive, i sindacalisti chiedono al presidente della Regione, Vito Bardi di «riconvocare con urgenza il tavolo regionale, per definire insieme le richieste da portare a Roma», con l’obiettivo di «garantire il futuro del polo industriale di San Nicola di Melfi e di tutto il suo indotto». Lanciano anche un appello alla classe politica, invitando ad azioni concrete: «basta passerelle e solidarietà di facciata – mettono in guardia i dirigenti di Fim, Fiom, Uilm e Fismic – servono azioni concrete e risorse reali per garantire un futuro certo a Melfi e all’intera filiera dell’automotive».
A Potenza, invece, gli addetti e i rappresentanti della Smart Paper, fanno sapere che «se non arriveranno garanzie dalla riunione in Regione saremo di nuovo in piazza». Il riferimento è al tavolo, il quarto, convocato dall’assessore regionale Cupparo dopo la fumata nera dell’incontro romano. Una riunione alla quale è stata chiamata anche Enel, e dalla quale Regione e sindacati si aspettano il rispetto degli impegni occupazionali e salariali assunti nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori oggi coinvolti nella procedura di cambio d’appalto. E soprattutto chiarezza. Per i sindacalisti di Fiom Cgil, Giorgia Calamita, Uil Bas, Giovanni Galgano, Fim Cisl, Giovanni Larocca, Fismic Confsal, Gerardo de Grazia, «si stanno camuffando esuberi con dei licenziamenti». Lo stesso cambio di sede, da quelle di Tito e Sant’Angelo Le Fratte a Matera, è per i rappresentanti sindacali solo una strumentalizzazione da parte di DataContact-Accenture finalizzata a non trasferire i 340 lavoratori nell’azienda. Subentrata ad Enel, stazione appaltante, la Rti (rete temporanea di Imprese) Data Contact-Accenture dovrebbe assorbire i lavoratori e assicurare la continuità occupazionale e retributiva. Nell’incontro ad Unindustria però è stato comunicato ai sindacati che sul piano economico e contrattuale l’intenzione è quella di riconoscere ai lavoratori solo il salario acquisito a febbraio 2025, senza tenere conto di aumenti del Ccnl e accordi di II livello. E soprattutto che sono in corso verifiche su 80 lavoratori che, per la Rti, potrebbero essere esclusi nella procedura di cambio d’appalto.

