Incroci, retroscena, ricordi e…dispetti. Non sarà decisiva, come già anticipato doppia sponda, ma sicuramente Catania-Salernitana sarà gara da mille significati. C’è davvero di tutto nella sfida in programma domenica al Massimino, in ogni caso, al netto della fase ancora iniziale del campionato, il primo scontro diretto tra due formazioni che puntano alla serie B senza nascondere le proprie ambizioni. Ambizioni che hanno rappresentato un po’ la prima tessera di un domino che già in estate ha dato il là a un effetto prorompente.
L’arrivo in granata del ds Daniele Faggiano prima, l’ingaggio di Roberto Inglese poi. Vissuto come un tradimento alle pendici dell’Etna, specie dopo un accordo virtuale ribadito dal club siciliano, scelta di gratitudine quella motivata da Bobby English, nei confronti dello stesso Faggiano, voglioso di riscatto dopo un’annata non particolarmente fortunata, anche per i ben noti motivi di salute, in terra siciliana.
Se Faggiano non ha mai lesinato ringraziamenti e parole di stima alla sua vecchia società ripensando ai complicatissimi giorni in ospedale, a Inglese, rinato in rossoazzurro dopo un paio di annata non esaltanti, non è stata perdonato l’addio dopo una sola annata, conclusasi con un deludente quinto posto e un’eliminazione al primo turno della fase nazionale dei playoff. Mimmo Toscano si è consolato con l’arrivo di Forte e Caturano, pure seguiti da Faggiano alla Salernitana, che più di un pensierino l’aveva fatto anche sul “cannibale”, prima di virare su Giuseppe Raffaele. Che è una dei tanti ex della sfida, ma che non ricorderà con piacere la sua esperienza all’ombra del Massimino, chiusasi con un esonero dopo 32 giornate e un rendimento altalenante. Gli intrecci di mercato non sono mancati, dopo Inglese l’arrivo di Anastasio, e le tante voci su presunti altri arrivi sponda rossoazzurra.
Come ad esempio Emmanuele Cicerelli, protagonista della promozione in A del 2021, insieme a Francesco Di Tacchio, capitano di quella squadra “brutta, sporca e cattiva” allenata da Fabrizio Castori, eroe del Penzo di Venezia grazie al rigore che salvò serie B e centenario del club. Uno dei rigori lo segnò anche Tiago Casasola, pure a un passo dal ritorno ter alla Salernitana, ma ingaggiato a sorpresa proprio dal Catania con un blitz fulmineo (dopo i tentennamenti del club campano), blitz tentato poi anche con Capomaggio, oggetto del desiderio di Raffaele e primo nome sulla lista dopo la firma con la Bersagliera pure corteggiato insistentemente dai siciliani.
Se Kaleb Jimenez, che a Salerno non ha mai avuto una chance degna di tale nome, chiude la folta lista degli ex, gli intrecci di mercato sono andati avanti anche dopo il gong della finestra estiva: dopo i tentativi per i vari Aloi (gli isolani l’hanno spuntata per il mediano in uscita dalla Ternana), Luperini, Guglielmotti, anche quello degli svincolati ha registrato inserimenti e tentativi di disturbo, come anche in occasione dell’arrivo di Frascatore.
Un’estate caldissima quella sull’asse Salerno-Catania, che dopo incroci, retroscena, ricordi e…dispetti, con la parola che passa al campo per il primo atto di un duello che promette di durare per tutta la stagione. Non sarà decisiva, ma nel primo big match del campionato c’è davvero di tutto.

