Caporalato in appalti pubblici blitz in Basilicata e Campania

Ci sono anche la Basilicata e la Campania fra le regioni coinvolte dall’operazione della guardia di finanza di Biella sul caporalato negli appalti pubblici, che ieri mattina all’alba ha fatto scattare 19 perquisizioni in case, imprese e cantieri edili di otto regioni italiane. Una sessantina le fiamme gialle impegnate, in collaborazione con altri reparti delle province di Torino, Vercelli, Genova, Rovigo, Bologna, Macerata, Napoli, Caserta, Potenza e Cosenza, nella ricerca di ulteriori prove puntando a raccogliere anche documentazione informatica. Sfruttamento di lavoratori stranieri, subappalti irregolari, lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme di sicurezza.
Di questo sono accusate, a vario titolo, le cinque persone raggiunte dal provvedimento di perquisizione della Procura di Biella nell’ambito dell’operazione denominata “Stella verde” sul presunto caporalato in cantieri pubblici. Fra i cinque c’è il titolare e capocantiere di una ditta calabrese impegnata ad Avigliano, in provincia di Potenza, dove stamattina è stato perquisito un cantiere, ma responsabile dei lavori per la diga dell’Ingagna di Mongrando nel Biellese da dove è partita l’inchiesta nel 2024. Qui un operaio magrebino, che lavorava alla diga, dopo aver subito la sub-amputazione di un dito di una mano, ha deciso di raccontare alla guardia di finanza le condizioni di sfruttamento a cui erano sottoposti lui e altri suoi connazionali. Da qui l’avvio dell’indagine che ha portato a formulare l’ipotesi di reato per caporalato. I finanzieri hanno, infatti, scoperto che i lavoratori stranieri, con regolare permesso di soggiorno, versavano in stato di bisogno, costretti a lavorare con turni prolungati ben oltre i limiti fissati dai contratti collettivi, senza poter usufruire di pause, giorni di riposo e ferie adeguati. Le condizioni igieniche risultavano precarie e i lavoratori avrebbero svolto mansioni pericolose senza gli ideonei dispositivi di protezione personale, a fronte di retribuzioni arbitrarie, subendo minacce e violenze in caso di rifiuti o proteste. Nel lavoro di indagine, sono, inoltre, emersi anche elementi che avevano portato a sospettare subappalti illeciti di alcuni lavori e prestazioni, privi delle comunicazioni e delle autorizzazioni di legge. Da Biella a Potenza, l’attività delle fiamme gialle sul fronte “lavoro irregolare” ha portato alla scoperta, da parte del comando provinciale del capoluogo lucano, di 19 lavoratori, tra “irregolari” e “in nero”, nel corso di una serie di controlli sulle attività commerciali – ristoranti, impianti sportivi, negozi di abbigliamento e calzature – che hanno interessato i comuni di Lauria, Melfi e Pignola. Riscontrate, inoltre, numerose violazioni agli obblighi fiscali da parte di bar, panifici e barberie presenti sul territorio provinciale.

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