NAPOLI - La tregua (elettorale) di Palazzo Santa Lucia. Vincenzo De Luca e Roberto Fico l’hanno siglata ieri mattina con un incontro «cordiale», come recitano entrambe le note ufficiali. Ma in politica tutto è pesato e il termine utilizzato per definirla -sebbene non appaia risolutivo- segna un armistizio e l’inizio di un riavvicinamento sostanziale che può chiudere le ostilità. Il governatore, da settimane, parlava da cattedra: ammoniva, spiegava, bacchettava. Invitava il candidato del centrosinistra a «studiare» e a partire dai risultati ottenuti dal governo regionale. «Senza idiozie e cialtronerie ideologiche». Fico, con il suo stile più sobrio, rispondeva che «il programma lo stiamo scrivendo insieme alle liste e ai partiti della coalizione». La sensazione – tangibile – era che l’ex presidente della Camera si stesse indebolendo in maniera direttamente proporzionale al rafforzamento del presidente della Regione, che avrebbe potuto, con una mossa, strappare e compromettere il risultato del fronte progressista. D’altronde – è storia di cronaca recente – alcune delle uscite elettorali del candidato del centrosinistra )le due nella città di Salerno ma non solo) hanno dato una netta sensazione di debolezza elettorale del capitano del centrosinistra. Oggi, dunque, e almeno in apparenza, un principio di quadratura è stato finalmente trovata. Dal fronte De Luca filtra la volontà comune, condivisa da Fico, di «dare continuità all’azione amministrativa» con un programma «attento al lavoro e alle famiglie più disagiate». Dal fronte dell’esponente dei Cinque Stelle arriva invece il sigillo politico: «La destra è il nostro avversario contro cui orientare le energie». Parole che, lette in controluce, dicono molto più dei comunicati. Dietro l’incontro c’è la consapevolezza che in Campania il campo largo non può permettersi una sconfitta. Dopo le cadute nelle Marche e in Calabria, e la vittoria annunciata nella rossa Toscana, una battuta d’arresto metterebbe in crisi la linea nazionale. Facendo saltare definitivamente il banco, o meglio, la scrivania della segretaria dem Elly Schlein.

