Se la prima delle due trasferte consecutive in programma per la Salernitana era ritenuta la più abbordabile, di certo non si può dire che la formazione granata arriverà alla seconda senza la giusta consapevolezza. Dopo Monopoli testa al Catania, con una vetta difesa dagli assalti di Benevento e dello stesso Catania, e una porta finalmente inviolata come non capitava dalla prima giornata di campionato contro il Siracusa. Il clean sheet esterno è uno dei principali segnali positivi incassati da Giuseppe Raffaele, la cui partenza in stagione scomoda paragoni con mostri sacri della storia granata del calibro di Gipo Viani. Il suo avvio è infatti il secondo migliore di sempre, con 22 punti conquistati dopo 9 turni, bottino frutto di 7 vittorie, un pareggio ed una sola sconfitta. Meglio di lui nel 1942-1943 il tecnico granata poi campione d’Italia con il Milan, capace di conquistare 8 successi con un ko, per quello che nell’era dei tre punti a partita sarebbe un ruolino di marcia da 24 punti.
Del blitz di un Veneziani in condizioni ai limiti della praticabilità, il mister siciliano si prende una quasi inedita tranquillità, stato d’animo che mai fino ad ora ha accompagnato il cammino della Salernitana. Dopo il vantaggio arrivato grazie al tango ballato da un Capomaggio in versione Riquelme, la sua squadra ha aggiunto allo spirito di gruppo e alla voglia di non mollare mai, come testimoniano le numerose rimonte, la capacità di gestire a proprio piacimento il match. Mai realmente in sofferenza, attenta il giusto, consapevole del piano tattico per portare l’intera posta in palio senza particolari scricchiolii. E, di partite così, per vincere un campionato di serie C, dovrà offrirne diverse la Bersagliera. Se l’unico neo può essere rappresentato dalle poche occasioni create per cercare il raddoppio che avrebbe aggiunto ulteriore serenità alla squadra granata, Raffaele non può che ripartire dall’ottima tenuta difensiva a lungo inseguita in precedenza, anche in vista di un match non decisivo (per stessa ammissione di Capomaggio e dell’ex Di Tacchio, oggi al Catania), ma delicato sì.
Un giorno di relax concesso ai suoi ragazzi, poi da questo pomeriggio il via alla missione Massimino, dove ad aspettare Inglese e compagni, in una sfida dai mille incroci e retroscena (non solo di mercato), ci saranno quasi 20mila persone. Gli etnei, che hanno dominato a Giugliano ma che rischiano di perdere l’altro ex Cicerelli per infortunio, puntano ad accorciare sulla vetta dopo 5 gare di fila senza successi. E per farlo cercheranno anche la spinta di una tifoseria che ha garantito 11mila abbonati e viaggia a 17mila presenze di media. Alla Salernitana il compito di recitare la parte del pompiere, e di spegnere la fiamma della passione rossoazzurra…

