«La Campania è ancora in Italia? Allora io non mi candiderei in Svizzera perché non sopporto gli svizzeri, ho visto invece che la Schlein si candida anche in Italia nonostante poi preferisca vivere il Svizzera. Io sono italiano, sono livornese, credo che ogni parte d’Italia vada bene».
Così Stefano Bandecchi sulla sua decisione di correre per la poltrona di Palazzo Santa Lucia, lui sindaco di Terni per la prima volta in veste di politico – e candidato – nella regione guidata fino al prossimo 24 novembre da Vincenzo De Luca.
Ieri a Salerno per l’inaugurazione del comitato elettorale di Mimmo Ventura, Bandecchi si presenta con il consueto stile travolgente e oratoria impetuosa. «La Campania è una regione da cinque milioni e mezzo di abitanti – incalza – vengo in Campania perché credo che sia una regione che può essere messa a posto. Credo che la Campania è una grande possibilità».
Agli altri contendendi Bandecchi riserva una gragnuola di “complimenti”, misurandoli con l’unico metro utile, a suo giudizio almeno, quello della capacità gestionale ed imprenditoriale.
«Fico e Cirielli – dice – hanno mai guadagnato 200mila euro nella loro vita senza che glieli pagasse lo stato? E oggi dovrebbero gestire la casa di cinque milioni di persone? Io se non vengo eletto 4 o 5 milioni all’anno li porto a casa, questi cosa fanno?».
Su quale sia, poi, lo stato di salute della Campania e del Paese il primo cittadino di Terni non ha dubbi: «Esistono – si chiede – imprenditori anche qui in Campania che pagano quattro milioni e mezzo di stipendi, ora la domanda è: dove stanno questi imprenditori? Coloro che lavorano? Qui sembra che l’Italia va bene, chi l’ha detto che va tutto bene? Se andava bene le nostre donne facevano figli».

