Smart Paper, scatta la protesta: blocco per 8 ore

POTENZA-Incroceranno le braccia, lunedì 13 e martedì 14, i lavoratori della Smart Paper che si fermeranno per quattro ore a fine turno. Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic e le Rsu hanno proclamato lo sciopero che si preannuncia essere solo la prima di una serie di mobilitazioni. A far scattare la protesta il silenzio del nuovo raggruppamento temporaneo di imprese (Rti), DataContact–Accenture e delle aziende coinvolte nel cambio d’appalto Enel Energia, rispetto alla sede di lavoro dei lavoratori Smart Paper interessati della transizione. Una «mancanza di risposte inaccettabile e irresponsabile», nonostante le 48 ore concesse loro per chiarire. «Lo sciopero è la prima azione di mobilitazione – fanno sapere i sindacalisti – di un percorso che, se continuerà il silenzio da parte delle aziende coinvolte, sarà intensificato con ulteriori pacchetti di sciopero e iniziative di protesta fino a quando non verranno fornite garanzie certe sul mantenimento delle sedi di lavoro a Potenza e Castelfranco Veneto e la continuità occupazionale e salariale per tutti i lavoratori. «Sinora nessuna comunicazione è pervenuta né da parte della nuova Rti, né da parte di Enel o di Smart Paper, confermando un silenzio inaccettabile e irresponsabile», concludono i sindacati, che continuano a respingere l’ipotesi di un trasferimento della sede di lavoro lanciando un appello ad Enel per un’assunzione di responsabilità e alle due Regioni, dove insistono gli stabilimenti produttivi, ad intervenire. La crisi di Smart Paper in Basilicata è iniziata dopo la perdita di una commessa principale con Enel, che ha messo a rischio i 380 posti di lavoro dell’azienda lucana, specializzata in servizi di digitalizzazione. La situazione ha generato allarme e proteste, con i lavoratori che chiedevano garanzie sul futuro occupazionale.
L’ultimo tavolo tecnico, in Regione, con i rappresentanti sindacali metalmeccanici e delle telecomunicazioni si è tenuto il 7 ottobre scorso per definire le modalità di passaggio di circa 350 dipendenti dall’azienda attuale all’Ati (associazione temporanea di impresa) formata da Accenture e Datacontact, che ha vinto il nuovo appalto.
Al centro anche il contratto da applicare oltre che la questione relativa alla nuova sede di lavoro dei dipendenti, che per i sindacati, deve restare nel Potentino. Le nuove società hanno proposto tre sedi – Bari, Padova e Matera.

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