De Luca attacca:«Non si fa la pace girando la faccia»

«L’onorevole Meloni ha detto che non si fa pace con le bandiere, è vero. Ma non si fa nemmeno con l’opportunismo politico o girando la faccia come è stato negli ultimi due anni». È un’entrata a gamba tesa – come suo costume – quella con cui Vincenzo De Luca torna sulla questione palestinese, tema di strettissima attualità nel giorno che segue all’entrata in vigore del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«Questa non è una guerra – ha sottolineato De Luca – ma un genocidio. Oggi finalmente abbiamo una parola di speranza. Dopo due anni di massacro si è aperto uno spiraglio, non siamo alla pace, ma è decisivo cogliere questo spiraglio che si è aperto per arrivare subito al cessate il fuoco e al rilascio degli ostaggi. Oggi il massimo obiettivo raggiungibile é il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi, due obiettivi che sono a portata di mano anche grazie – va riconosciuto – all’intervento del presidente americano».
La sortita deluchiana non sorprende, considerato che il governatore campano è stato tra i primi, ancora una volta in controtendenza rispetto al suo partito, a sostenere che nella Striscia si stava consumando un vero e proprio genocidio. Del resto, ancora una volta, De Luca si è ritrovato in sintonia con la maggioranza dell’opinione pubblica, colpita da una tragedia con pochi precedenti nella storia contemporana.
La partecipazione alle manifestazioni delle scorse settimane è lì a testimoniarlo. Manifestazioni la cui onda lunga non si arresta: l’Usb di Salerno ha rimesso sotto i riflettori il porto di Salerno.
Con una richiesta avanzata alla Gallozzi, ai vertici dell’Autorità Portuale, al Prefetto, al Questore, al sindaco di Salerno Vincenzo Napoli ed al Comitato di Gestione dell’Autorità Portuale l’Usb ha richiesto un incontro urgente per definire il blocco dei traffici con Israele di merci di qualsiasi natura.
«Migliaia di persone hanno manifestato davanti al Porto di Salerno chiedendo a gran voce, con rabbia e dolore, lo stop al traffico di armi e di ogni altra merce in partenza e in arrivo da Israele, perché autore di uno sterminio senza precedenti – afferma Paolo Bordino dell’Esecutivo Regionale USB -. Confidiamo che le istituzioni prendano atto dell’enorme mobilitazione popolare di queste ultime settimane, perché dinanzi ad un simile sterminio nessuno può nascondersi o voltarsi dall’altra parte».

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