NAPOLI- «La Sla ha perso, io ho vinto: non ho più paura». Ada da ieri si sente liberata da un peso, quello di malattia che la stava consumando giorno dopo giorno. «Non ci sono parole adatte a descrivere il mio stato d’animo», fa sapere dopo il parere favorevole espresso dal Comitato etico sulla richiesta di accedere alla morte assistita, «ma proverò a rendere l’idea. Quando ho letto le parole “parere favorevole”, ho sentito letteralmente un peso scivolare dalle mie spalle». Ada, 44enne campana, combatte da tre anni con la Sla e per via di un decorso molto veloce della grave patologia neurodegenerativa di cui è affetta, diagnosticata nel 2024, non riesce più a parlare e deve utilizzare il puntatore oculare. «Auspico la stessa serenità per tutti quelli che si trovano nella mia condizione e che ogni essere umano possa un giorno esercitare questo diritto senza dover lottare fino all’ultimo respiro. Grazie a chi mi ha ascoltata, sostenuta e accompagnata in questo percorso» dice. Ada ha bisogno dell’assistenza continua dei suoi familiari per svolgere qualsiasi tipo di attività. Senza i suoi caregiver, spiegano dall’associazione Luca Coscioni, non potrebbe alimentarsi, bere, assumere la terapia farmacologica ed espletare le sue funzioni vitali, morirebbe di stenti e in modo atroce e doloroso. Negli scorsi giorni era uscita dall’anonimato, raccontando la propria storia in un video-appello. «Quando le istituzioni rispettano la legge è possibile garantire ai malati un diritto che non è un privilegio, ma una scelta libera e consapevole, riconosciuta dal nostro ordinamento» dichiara, in una nota, l’avvocata Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Luca Coscioni e coordinatrice del collegio legale di studio e difesa, composto da Angioletto Calandrini, Francesca Re, Alessia Cicatelli e Rocco Berardo. «Oggi – continua Gallo – Ada non riceve solo un parere favorevole: ottiene il pieno riconoscimento del suo diritto a decidere sul proprio corpo e vita». Dopo il diniego da parte della Asl, Ada, aveva presentato un ricorso d’urgenza al tribunale di Napoli. Durante l’ultima udienza – spiegano i legali – con l’Asl era stata concordata una nuova valutazione. Dalla verifica delle condizioni di salute eseguita dell’Asl, la 44enne risulta avere tutti i requisiti previsti e «quando e se lo vorrà potrà quindi procedere con l’aiuto alla morte volontaria nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali e delle pronunce della Corte». La comunicazione ufficiale ai legali è stata notificata il 7 ottobre. «Ora l’azienda sanitaria ha reso noto – concludono – che procederà con le fasi consequenziali previste con l’individuazione del farmaco e delle modalità di auto-somministrazione».

