Hanno ancora molto da raccontare i papiri di Ercolano, in barba ai secoli e alla terribile eruzione del Vesuvio che nel 79 d.C. li ha carbonizzati. Grazie alla nuova tecnica che sfrutta gli infrarossi per aumentare il contrasto tra l’inchiostro e i papiri carbonizzati, applicata per la prima volta ai papiri di Ercolano, gli studiosi sono riusciti a leggere i testi di vari rotoli svolti, altrimenti illeggibili ad occhio nudo, che riguardano opere storico-filosofiche di inestimabile pregio come la “Storia della scuola stoica”, la presunta “Storia della scuola pitagorica” e la cosiddetta “Storia della scuola epicurea” di Filodemo di Gadara, custode o proprietario della celebre biblioteca ritrovata alla metà del Settecento durate gli scavi borbonici nella Villa dei Papiri di Ercolano. In particolare, dalla lettura sono emersi particolari inediti sulla vita del filosofo Zenone di Cizio, fondatore dello Stoicismo intorno al 300 a.C., dalla debolezza fisica, dovuta con ogni probabilità ad un’alimentazione frugale, all’attitudine all’isolamento che lo portava a rifuggire dai banchetti, confermando l’immagine di un asceta intento ad esercitare la riflessione filosofica. Ad analizzare i papiri, conservati nella biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli, gli studiosi del gruppo guidato dall’Istituto di scienze del patrimonio culturale di Napoli e dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti “E. Caianiello” di Pozzuoli del Consiglio Nazionale delle Ricerche, insieme all’Università di Pisa. La ricerca, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, è stata condotta nell’ambito del progetto Erc Advanced coordinato da Graziano Ranocchia, professore del dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa, e dedicato, tra le altre cose, all’analisi con varie tecniche diagnostiche dei papiri carbonizzati di Ercolano. Oltre a preziose informazioni sulla figura di Zenone, la nuova tecnica, la “termografia attiva”, ha permesso di capire il reale contenuto anche di altri due papiri: il primo è dedicato a biografie dei medici greci, mentre l’altro a testamenti di esponenti della scuola epicurea. «Finalmente possiamo disporre di una serie di immagini perfettamente leggibili di vari papiri ercolanesi – commenta il professor Ranocchia – con un contrasto e una risoluzione accettabili per il loro studio, lettura ed edizione, con ricadute significative per la nostra conoscenza di momenti e protagonisti della storia della filosofia greca». Grazie all’applicazione delle nuove tecnologie, la nuova edizione della Storia della scuola stoica di Filodemo curata da Kilian Fleischer dell’Università di Tubinga, membro del progetto GreekSchools, contiene il 10 per cento in più di testo greco rispetto all’edizione precedente del 1994, conquista che ha permesso di gettare nuova luce sulla vita e la cronologia di Zenone di Cizio, fondatore della Stoa, e su altri eminenti filosofi stoici a lui successivi, come Crisippo e Panezio, il filosofo che portò lo stoicismo a Roma. «La diagnostica non invasiva del patrimonio culturale – afferma Costanza Miliani direttrice del Cnr-Ispc – si sta arricchendo di nuovi metodi avanzati, sempre più spesso applicati in modo integrato, che consentono di visualizzare caratteristiche dei materiali altrimenti inaccessibili. In questo contesto – spiega – la termografia attiva, una tecnica di imaging nel dominio infrarosso, si è dimostrata particolarmente efficace nell’analisi dei papiri carbonizzati di Ercolano». Per Alessandro Lenci, direttore del dipartimento di Filologia dell’Università di Pisa, «il progetto “GreekSchools” dimostra l’importanza di un approccio multidisciplinare alla ricerca nostro tratto caratteristico».

