Napoli, modulo 4-3-3 per battere l’emergenza

Due stop pesantissimi. Lobotka si ferma per almeno tre settimane e salterà la sfida con l’Inter. Politano invece alza bandiera bianca per due settimane ma proverà a recuperare per il big match con i vice-campioni d’Italia.
Il bollettino medico in casa Napoli non regala sorrisi. Anzi, per Antonio Conte le notizie arrivate dall’infermeria non lasciano sensazioni positive. Lesione distrattiva all’adduttore della coscia destra per Lobotka. Per Politano lesione distrattiva al gluteo destro.
Verdetti pesanti da mandare giù, con il Napoli che dovrà rinunciare a due pilastri proprio nel momento chiave della stagione. La sosta per le nazionali permetterà di bruciare qualche giorno ma gli infortuni non sono da sottovalutare.
Se per rimpiazzare Lobotka l’alter-ego naturale resta Gilmour, le rotazioni limitate in mezzo al campo aumenteranno il minutaggio di Elmas ma soprattutto potrebbero spingere Conte a varare per questa parte centrale del campionato con più continuità il 4-3-3. Modulo fin qui sacrificato con la scelta di avere in mezzo al campo contemporaneamente la fisicità di Anguissa, gli inserimenti di McTominay e la classe di Kevin De Bruyne. Ora, sulla falsa riga di quanto già andato in scena nel primo tempo della sfida con il Genoa, Conte potrebbe affidarsi a due ali di ruolo, preservando uno dei due interni.
Senza Politano, ecco che a Torino potrebbe scoccare l’ora di Neres e Lang. Il brasiliano è partito per la prima volta nell’undici iniziale proprio nella sfida di domenica scorsa, con una prestazione però incolore. Pochi strappi, tanta imprecisione che proprio non ha lasciato sensazioni positive in Antonio Conte. C’è però da scrollarsi dalle spalle un bel po’ di naftalina per un calciatore che sa dare il meglio di sé quando ha continuità di minutaggio, come dimostrato lo scorso anno dopo la rottura con Kvaratskhelia.
Giri di lancette che spera di aumentare anche Noa Lang. Appena tre presenze in maglia azzurra per l’investimento da 28 milioni di euro realizzato in estate da Aurelio De Laurentiis per avere a disposizione un calciatore brevilineo, abile nel saltare l’uomo e creare superiorità, oltre che ad avere nel proprio Dna gol e assist decisivi. Per l’ex Psv però l’acclimatamento al calcio italiano sta andando avanti adagio: solo 30’ in maglia azzurra e l’espressione tutt’altro che felice nel finale di gara con il Genoa. Ora anche gli infortuni gli tendono la mano: Napoli, non ti resta che il 4-3-3.

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