Un nuovo “10” per gli azzurri di Gattuso? Idea pazza: portare Soulè in nazionale

Il talento è probabilmente l’unica arma che ha il calcio di difendersi dall’assalto dei miliardi arabi, dei diritti tv e dei calendari spezzatino. Il calcio moderno – nonostante le sue evidenti storture – non può fare a meno dei geni, di quei predestinati dal destino a incantare folle e appassionati. E in genere le perle rare del football (come lo si chiamava ad inizio secolo) hanno sulle spalle sempre lo stesso numero identificativo, quasi un codice scritto non solo sulla maglia ma nel Dna. I numeri, nel calcio, sono fondamentali. E se si parla di Numero con la N maiuscola è chiaro che ci si riferisca al 10, il simbolo della classe pallonara per eccellenza. Da Valentino Mazzola a Gianni Rivera, passando per Roby Baggio, Alex Del Piero e Francesco Totti, la Nazionale italiana ha sempre sfoggiato dei fenomeni con quel numero sulle spalle. Oggi, a quasi 20 anni di distanza dal trionfo mondiale in Germania, gli azzurri cercano un erede dell’ex capitano della Roma. In un momento delicatissimo per l’Italia, il rischio della terza eliminazione consecutiva dal mondiale è purtroppo un’ipotesi tangibile, il ct Gennaro Gattuso sta prendendo in considerazione un nuovo nome a cui affidare le sorti azzurre: Matias Soulé.
Il fantasista argentino della Roma era già finito, lo scorso anno, nelle mire di Luciano Spalletti ma preferì declinare l’invito aspettando la chiamata dell’Argentina. L’Albiceleste, però, è piena di giocatori in quel ruolo: dall’eterno Leo Messi al Toro Martinez; da Julian Alvarez a Nico Paz fino ad arrivare a Franco Mastantuono. Insomma il Ct Scaloni, nonostante i 3 gol e 2 assist messi insieme da Soulé in questo inizio di stagione, non sembra considerare il talento giallorosso che, a questo punto, sta pensando seriamente di rispondere alla chiamata dell’Italia qualora arrivasse. Gattuso, che di Totti e Del Piero è stato compagno in nazionale, accoglierebbe Mati Soulé a braccia aperte e gli affiderebbe le chiavi dell’Italia. Idea pazza? Certamente, ma la follia porta sogni d’oro.

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