È Giuliano Granato il candidato alla presidenza della Regione Campania messo in campo da Campania Popolare, formazione che intendere offrire agli elettori campani la possibilità di una scelta “a sinistra” fuori dalla colazione del campo largo targato Pd – M5S. Alleanza che lo stesso Granato ha bollato come utile «solo a garantire le dinastie di potere dei De Luca, dei Mastella e dei Cesaro».
Sotto la sigla di Campania Popolare si sono ritrovati tre partiti – Potere al Popolo. Rifondazione Comunista e il Partito Comunista Italiano – associazioni e movimenti indipendenti e una rete di attivisti sociali e sindacali. Ieri mattina la presentazione della lista e della candaidatura di Granato, in uno dei luoghi simbolo della politica campana: Palazzo Santa Lucia, sede della presidenza della Regione.
Essere alternativi tanto a Cirielli che a Fico, questa la sfida e l’obiettivo politico di Campania Popolare, che punta a rendere protagonisti della prossima stagione politico-amministrativa campana quelle fascie sociali che maggiormente avvertono il peso della crisi socio-occupazionale che colpisce la Campania e, più in generale, il Mezzogiorno.
«La Campania – esordisce Granato – è una Regione che va rimessa sui suoi piedi al di là della propaganda di De Luca e dei silenzi di Fico. Bisogna lavorare per cambiare tutto, noi di Campania Popolare lo faremo dal 24 novembre dall’interno di questi palazzi».
Sanità, inquinamento, lavoro, le priorità delineate nel programma di Campania Popolare. Temi declinati in una serie di proposte che mirano ad incidere in maniera diretta su queste delicate materie.
«Abbiamo in programma – dice Granato – una prima legge che prevede che la polizia municipale si impegni direttamente nel controllo del lavoro nero. Affronteremo diversi temi a partire dalla negazione che c’è in Campania dell’esistenza della Terra dei Fuochi, che invece va avanti e nel casertano è spaventosa, e lavoreremo anche sull’acqua pubblica, su cui c’è chi ha fatto per dieci anni la campagna a favore e poi quando è arrivato in Parlamento se ne è completamente dimenticato. Lavoreremo sui trasporti che impediscono ai cittadini di questa regione di raggiungere semplicemente le scuole, le università e i posti di lavoro».
Nel corso della presentazione di Campania Popolare non è mancato un affondo verso l’attuale governatore, punzecchiato sul progetto di una nuova sede per la Regione: «Non serve a niente spendere 700 milioni di euro per costruire quello che potrebbe essere il mausoleo di De Luca, quei soldi vanno spesi per i cittadini».

