Una mela, «emblema universale di conoscenza, di un sapere tradito, corrosa dal marcio», che diventa una «ferita aperta, memoria del buio che la guerra e l’ignoranza lasciano dietro di sé», sarà il simbolo della XXX edizione del Linea d’Ombra festival, in calendario dall’8 al 15 novembre a Salerno. Otto giorni di proiezioni, incontri e dibattiti con i protagonisti del cinema internazionale di ieri e di oggi, per un confronto che appare sempre più necessario sulla “linea d’ombra” della condizione contemporanea. Tema dell’edizione 2025 è Diritti/Rights, in continuità con l’edizione passata, ma con un nuovo focus sul “Diritto a sapere”. Linea d’Ombra fa un appello alla mobilitazione della cultura come veicolo di pace, perché la “condivisione del sapere è un potente strumento di dialogo e legame anche tra le diversità”. A firmare la direzione artistica del festival, Peppe D’Antonio e Boris Sollazzo. A dare identità visiva al programma, il concept di Roberto Policastro di Doppiavù: la mela, come «il segno che avrebbe dovuto nutrire ed elevare lo spirito», ma che diventa «una ferita aperta». Tre le sezioni in concorso: Passaggi d’Europa_30 con sei lungometraggi europei di finzione; Corto Europa_30, con ventuno cortometraggi europei di finzione, animazione e documentario; UniFest con 10 opere audiovisive prodotte dagli studenti universitari di tutto il mondo. Ed ancora anteprime, omaggi e proiezioni speciali per il Fuori concorso del festival con la visione di opere italiane della recente stagione cinematografica, accompagnate da incontri con gli autori. Tra gli appuntamenti, al Cinema Fatima, la proiezione de “I bambini di Gaza” di Loris Lai (2024) e, a seguire, un incontro-dibattito con Maria Rosaria Greco, ideatrice e curatrice della rassegna Femminile Palestinese e Omar Suleiman, regista, attore e attivista, membro della Comunità Palestinese Campania. Spazio anche a OpenSpace, vetrina dedicata alle produzioni campane tra corti, documentari, videoclip e animazione tradizionale o in AI. Ospite d’onore per il trentennale del festival sarà il regista Eran Riklis, che riceverà il premio alla carriera per il suo sguardo attento alle storie e all’analisi delle criticità socio-politiche del Medio Oriente. Acclamato per la sua filmografia capace di coniugare dimensione personale e riflessione sulle dinamiche politiche e sociali del contemporaneo, Riklis incontrerà il pubblico e sarà protagonista di uno degli appuntamenti più attesi della “Maratona Notturna” durante la quale saranno proiettati “Il responsabile delle risorse umane” (2010), “La sposa siriana” (2004), “Il Giardino dei limoni” (2008), “In fuga con il nemico” (2012), “Leggere Lolita a Teheran” (2024). Completano il programma incontri e talk con ospiti, spazi dedicati alle nuove frontiere del cinema e dell’audiovisivo oltre che della formazione.

