De Luca: «La mia lista civica? Ci mancherebbe altro»

«Ci mancherebbe altro». Vincenzo De Luca utilizza la sua consueta ironia tagliente per fissare un punto politico netto (e a suo favore) in vista del voto per Palazzo Santa Lucia. Il presidente della Regione, a margine della visita allo stadio Collana di Napoli, ha messo in chiaro che alle prossime elezioni regionali la sua lista civica ci sarà. Eccome. Si chiamerà A Testa Alta, con un inciso grafico – quasi un segno d’autore – che in corsivo dovrebbe portare la scritta “con Vincenzo De Luca”. Un’aggiunta apparentemente marginale ma dal peso politico evidente: un richiamo diretto al governatore, alla sua identità e alla forza personale del consenso che intende trasferire anche stavolta sul voto di lista. La presenza del nome di De Luca nel simbolo della sua lista civica potrebbe venire meno solo se dovesse decidere di candidarsi capolista. Un’eventualità seriamente presa in considerazione dall’ex sindaco di Salerno, sulla quale ha più volte ironizzato senza mai smentire e lasciando così aperta la possibilità.  La ragione è presto detta: con la vittoria di Fico, e con una maggioranza di centrosinistra a Palazzo Santa Lucia composta da molti consiglieri vicini a De Luca, la sua presenza in Consiglio avrebbe una duplice valenza: governatore ombra (come profetizzato dall’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris) ma anche leader dell’opposizione interna all’ex presidente della Camera, nell’eventualità che le cose non andassero nella direzione sperata. Va detto che il peso elettorale di De Luca è a dir poco rilevante. Alle scorse elezioni regionali la lista De Luca Presidente da sola raccolse 313.669 voti, pari al 13,30 per cento, piazzandosi immediatamente dietro al Partito Democratico (398.522 voti – 16,90 per cento) e soprattutto davanti al Movimento 5 Stelle, allora in corsa solitaria con candidata presidente Valeria Ciarambino, oggi confluita e in campoi con il partito socialista. Per i grillini 233.975 voti, circa 80 mila in meno rispetto alla civica del governatore. Insomma: i numeri parlano chiaro. Come De Luca con Fico e il suo partito.

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