Cane e gatto. Sono giorni che nel centrodestra campano i due principali partiti della coalizione sembrano tutto fuorché alleati. Per amor di verità – e di cronaca – va detto che è Forza Italia ad alimentare un sottile ma costante scontro mentre Fratelli d’Italia lascia parlare ufficialmente il silenzio: senza dare peso né importanza. Il partito azzurro, attraverso il suo coordinatore regionale Fulvio Martusciello, sta producendo una serie di dichiarazioni pubbliche per ribadire sempre le stesse cose sul candidato presidente per Palazzo Santa Lucia. Nell’ordine di enunciazione. Uno: meglio un profilo civico. Due: se il profilo è politico – e dunque si punta sul viceministro meloniano Edmondo Cirielli – in caso di sconfitta dovrà restare in Consiglio regionale. Tre: meglio un profilo civico, il sequel (dopo la vittoria in Calabria di un candidato forzista). Il punto due merita un’appendice. Anche se Martusciello non lo dice esplicitamente, il messaggio è chiaro: Cirielli, se perde, dovrà rinunciare ai suoi impegni romani, europei e oltre oceano da vice di Tajani al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Al netto della condizione-paletto al candidato governatore in pectore della coalizione, tra l’altro sostenuta e rilanciata dal capogruppo degli azzurri al Senato, Maurizio Gasparri («Siamo più propensi all’allargamento verso la società civile ma quella di Cirielli è una delle ipotesi possibili») resta un fatto: tutto questo parlare degli azzurri non è un grande attestato di stima né una prova di fiducia verso colui il quale sarebbe chiamato a sfidare il campo largo guidato da Roberto Fico e portare la Campania nuovamente al centrodestra dopo dieci anni di governo De Luca. Singolare, poi, che tutto ciò avvenga in piazza pubblica, utilizzata come una graticola mediatica. Il rischio è che questa sequenza di punzecchiature, condizioni e puntini sulle “i” affidata al vento dell’informazione e del rimbalzo social finisca per delegittimare non solo l’eventuale investitura di Cirielli ma l’intera coalizione. E ciò appare ancor più grave – politicamente – ora che al risultato netto delle Marche si è aggiunto quello, altrettanto chiaro, della Calabria. Il governatore uscente Roberto Occhiuto ha superato agevolmente il candidato del campo largo Pasquale Tridico, espressione – come Fico in Campania – dei Cinque Stelle.

