Scherma campana, patrimonio dello sport italiano. Con Aldo Cuomo (nella foto alla destra del presidente nazionale Luigi Mazzone), presidente regionale di Federscherma Campania, abbiamo fotografato presente e futuro di una disciplina che regala sempre emozioni e risultati.
Presidente Cuomo, partiamo dall’ultimo successo, quello ai Mondiali Militari svoltisi a Siviglia. Quante gioie per gli atleti campani ma anche quanto sudore per arrivare a certi livelli, vero?
“Miglior esordio stagionale per la scherma regionale non si poteva auspicare. I risultati, anche di chi non ha conquistato il podio i ritardi, sono stati sintomo di quanto si lavora bene nelle sale della Regione e di quanto sia florido l’ambiente. Sono felice per le medaglie d’argento individuali di Mattia Rea, giovane sciabolatore napoletano cresciuto alla Champ di Napoli da poco trasferitosi a Bologna ma che resta un “figlio” della scherma nostrana, e di Rossella Gregorio, una nostra forza da tanti anni.
Ancora più emozionanti -ed eloquenti- sono stati i successi delle squadre. Due medaglie d’oro che sanno di dominio della sciabola italiana e campana. Mi permetto di encomiare anche il 5° posto di Fabrizio Cuomo, mio nipote, raggiunto nella prova individuale dopo aver battuto il campione europeo. Arrivare a questi livelli è straordinario, un sogno essere così competitivi, ma la parte più difficile è restarci. Ed è qui che entra in gioco la politica sportiva: io ed il mio consiglio dobbiamo lavorare, e mi sento di dire che lo facciamo, affinché tutte le società, grandi ma soprattutto piccole, abbiano gli strumenti possibili per crescere e per contribuire a migliorare l’orizzonte italiano”.
La scherma storicamente è una delle discipline olimpiche che ha sempre regalato tanti trionfi all’Italia sportiva. Si è chiesto perché? E’ solo una questione di Dna italiano oppure contano altri fattori, come le strutture ad esempio?
“La scherma è lo sport italiano che ha portato più medaglie olimpiche. Questo è un vanto, ma anche un onere pesante. Quando non arrivano diventa un dramma. La verità è che veniamo da una tradizione fortissima: Nedo Nadi, Mangiarotti e tanti altri. Questa forte cultura si è tramandata nel corso dei decenni. Ultimamente con gli strumenti tecnologici è tutto molto diverso: siamo stati oggetto di studio. Gli equilibri sono cambiati e sono tanti i maestri italiani che vanno ad insegnare all’estero perché l’Italia resta un Paese lontano dalla cultura dello sport. Non è solo un problema di carenza di strutture, ma proprio di cultura. A partire dall’educazione scolastica… Poi non escludo qualcosa nel DNA”.
Se dovesse dare un suo giudizio personale sulla situazione in Campania, quale fotografia possiamo scattare al settore scherma? Quali le eccellenze, quali le criticità?
“Sarebbe banale e facile dire che avere più mezzi cambierebbe la situazione. La Campania è vasta ma non è abbastanza carente di strutture, sarebbe bello avere una grande fiera per poter ospitare molte più gare a costi sostenibili. Le eccellenze sono i nostri allievi e i nostri maestri; le criticità sono legate anche alla scarsa diffusione della scherma. Eppure sono certo che ogni bambino ha la voglia e la curiosità di emulare Zorro!”.
Altra nota a margine è rappresentata dalle istituzioni locali, che tipo di attenzione viene riservata alla scherma campana dai palazzi della politica?
“Abbiamo buoni rapporti con le istituzioni locali. Quando possono ci vengono incontro. Il comune di Napoli ci apre i battenti del PalaVesuvio a costi minimi. Il problema è che anche la loro vita non è facile, soprattutto al Sud. A breve ci sarà anche una prova interregionale al palasele di Eboli. Ma i costi sono alti per una disciplina come la scherma che ha poca visibilità se non alle olimpiadi grazie alla medaglie che garantiamo”.
In conclusione, quali gli obiettivi da raggiungere nei prossimi mesi, quali sono le principali sfide degli atleti della nostra regione da qui alla fine del 2025?
“Abbiamo un calendario fitto. Sono molto orgoglioso degli eventi che arriveranno a Napoli in questa stagione. L’11 e 12 ottobre il Circuito Europeo Cadetti; il 15 febbraio una gara paralimpica con la spada non vedenti; il 7-8 marzo il circuito europeo e nazionale master e dal 17 al 19 aprile la prova nazionale degli under 14, che saranno più di 1200… un sogno. Tutti a Napoli. Sono molto soddisfatto anche di aver portato in Campania le due prove interregionali sud (Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Molise) riservate agli under 14 delle tre specialità”

