Sergio Mari: “In maglia blufoncè a Salerno mi scortarono i carabinieri”

CAVA DE’ TIRRENI – “Il mio primo derby lo ricordo benissimo. Avevo 16 anni, era una sfida amichevole, marcavo il compianto Antonio D’Angelo, e trovai anche un gol. Ma tra i momenti più belli che mi porto dietro non posso dimenticare di essermi trovato di fronte, a lottare contrasto su contrato, con Agostino Di Bartolomei. Ad Ago ho dedicato anche un monologo…”. Parole e pensieri di Sergio Mari, salernitano trapiantato a Cava, terzo calciatore della storia metelliana con più presenze ufficiali, e oggi apprezzato autore teatrale. “Io ero tifoso della Salernitana sin da bambino – racconta – dopo le prime volte con il mio papà ricordo che scavalcavo un palo che ancora oggi è presente al Vestuti per entrare a vedere le partite. Quando mi ha preso la Cavese proprio mio padre ha dovuto subire tante urla”. Tanti gli aneddoti che vengono alla memoria ripensando ai numerosi incroci di quegli anni. “Quando tornato a Salerno da giocatore bluefoncé e lasciavo il Vestuti, ben cinque carabinieri mi dovevano scortare a casa, dopo un gol di un compagno di squadra feci una capriola e quell’esultanza fu trasmessa ovunque, mi costò carissima. Alle 7 del mattino iniziarono le telefonate anonime”. Non nasconde la tensione di quel periodo Sergio Mari. “Spesso i contrasti duri arrivavano già dopo pochi secondi dal fischio d’inizio, ricordo infortuni seri, alcuni ultras ai tempi si mimetizzavano e si spacciavano da calciatori, erano pronti a intervenire in caso di intemperanze per difenderci, entravano fin dentro gli spogliatoi con il borsone della squadra pure loro. Ma non è detto che oggi sia molto meglio, anzi…”. Il perché è presto detto. “Gli sciocchini sono da tutte le parti, ma vorrei chiedere a un genitore di un ragazzo che sogna di giocare al calcio se impedirebbe a suo figlio di giocare per la Cavese. Ricordo le sfide del Vestuti con 12-13mila persone assiepate ovunque, ma pensare oggi a scontri con tutto quello che sta succedendo a Gaza e nel mondo, mi sembra davvero assurdo. Sarebbe bello si potesse tornare a una sana goliardia, quella mi è sempre piaciuta”.

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