Lucia Fortini è uno dei volti più riconoscibili della giunta regionale guidata da Vincenzo De Luca. Deleghe pesanti – scuola, politiche sociali e giovanili – che l’hanno resa punto di riferimento in settori cruciali della vita quotidiana dei cittadini campani. Dell’esperienza di governo rivendica e sottolinea una serie di risultati concreti: dal sostegno alle famiglie alle opportunità per i ragazzi. Indicando allo stesso tempo le priorità che non possono mancare nella prossima agenda di Palazzo Santa Lucia.
Assessore Fortini, partiamo proprio dal bilancio della sua esperienza di governo a Palazzo Santa Lucia.
«È un bilancio che guardo con orgoglio pur sapendo che c’è ancora molto da fare. In questi anni ho visto la Campania cambiare: scuole più aperte, comunità più protagoniste, politiche sociali attente a non lasciare indietro nessuno. Abbiamo avviato progetti innovativi, rafforzato strumenti istituzionali e consolidato la partecipazione. Tutto questo grazie alla guida del presidente De Luca che ha dato un indirizzo chiaro e deciso. Ma ogni passo avanti ne richiede un altro per dare risposte concrete soprattutto a chi vive situazioni di maggiore difficoltà».
Quali sono i risultati di cui va più orgogliosa sul piano della scuola e della formazione?
«Ce ne sono diversi ma voglio citarne alcuni che sento più vicini al cuore. Il primo è Scuola Viva, simbolo di una scuola che va oltre gli orari canonici e diventa luogo vivo, creativo, comunitario. Con questo programma le scuole restano aperte nel pomeriggio offrendo laboratori artistici, sportivi, musicali, tecnologici: occasioni per far emergere talenti, per socializzare, per costruire sogni».
E sul fronte dell’edilizia scolastica?
«Abbiamo puntato su Scuola Viva in Cantiere finanziando interventi strutturali, impiantistici e funzionali per scuole, asili, palestre e mense. Non solo maggiore sicurezza ma anche spazi più accoglienti e moderni».
La sicurezza resta quindi una priorità?
«Assolutamente sì. Abbiamo avviato verifiche di vulnerabilità sismica sugli edifici scolastici per garantire ai nostri ragazzi luoghi sicuri dove crescere e studiare. Tutti questi interventi non sono solo numeri: rappresentano risposte concrete a un bisogno di giustizia, di opportunità e di futuro».
Quali sono, invece, i risultati raggiunti che la rendono orgogliosa sul fronte delle politiche sociali e giovanili?
«Anche qui i passi sono stati molti. Sul contrasto alla violenza di genere abbiamo rafforzato il sostegno alle vittime e agli orfani con interventi mirati: un lavoro delicato che richiede ascolto, empatia e risorse ma che resta una priorità morale e civile. Importante anche la psicologia scolastica: a scuola non si impara solo sui libri. Avere psicologi accanto agli studenti significa dire che nessuno è solo nelle proprie difficoltà. Infine i voucher sportivi, che hanno consentito a tanti ragazzi tra i 6 e i 15 anni di praticare attività sportive nonostante i limiti economici delle famiglie. Una scelta che guarda al benessere, alla socializzazione e all’integrazione».
Qual è la “missione” di queste misure?
«Costruire fiducia, comunità e identità. Non sono interventi episodici».
Che Campania lasciate e su cosa bisogna ancora lavorare, in continuità?
«Oggi la nostra regione è profondamente diversa da dieci anni fa: più attenta ai bisogni, con scuole vive e aperte, politiche sociali strutturate e interventi concreti per giovani e famiglie. Ma non basta. Bisogna proseguire, consolidare, rafforzare: edilizia scolastica, salute mentale, riduzione delle disuguaglianze territoriali, opportunità per i giovani. In linea con il presidente De Luca, niente proclami né coalizioni a tavolino: servono programmi chiari e interventi concreti che cambino la vita delle persone. È il lavoro che continueremo a portare avanti».
Nella coalizione di centrosinistra che sostiene Fico il clima non è dei più distesi.
«Le discussioni ci sono, ed è naturale in una coalizione ampia con tante sensibilità diverse. Ma, come ricorda spesso il presidente De Luca, ai cittadini non interessano le alchimie politiche: interessano i programmi e i risultati concreti. Conta mantenere saldo il principio che guida il nostro lavoro: i programmi prima delle persone, i fatti prima delle chiacchiere. Solo così si dà fiducia ai cittadini e si costruisce una prospettiva credibile».
Tavoli per il programma: lavoro, ambiente, infrastrutture, sviluppo economico e aree interne. Condivide?
«Sì, priorità corrette. Ma la differenza è nella capacità di tradurli in azioni concrete, non contano gli slogan. Sono temi centrali su cui abbiamo lavorato in questi anni. Non vanno però dimenticati scuola, sanità, politiche sociali, giovani e sport. Il programma deve tenere insieme grandi priorità e bisogni quotidiani delle famiglie: solo così la politica smette di essere “politicante” e diventa utile».
In Campania si chiude una stagione amministrativa e anche politica?
«Credo che si apra inevitabilmente una fase nuova. Ma “chiudere una stagione” non significa cancellare ciò che è stato fatto. Significa raccogliere i frutti, riconoscere i risultati, correggere ciò che va migliorato e rilanciare con nuove energie. Il presidente De Luca ha più volte ribadito che resterà attivo e presente. È un segnale forte perché dà continuità e stabilità a un lavoro che ha già prodotto tanto e che non può essere disperso».
Lei sarà della partita regionale?
«Sì, ci sarò. Sempre al fianco del presidente De Luca, con passione, con dedizione, per proseguire il lavoro fatto e aprire nuove prospettive. Non per protagonismi personali ma per i territori, per i giovani, per le famiglie. A testa alta e con passione viva».

