Campania, per il candidato presidente del centrodestra “adda passà ’a nuttata…”

NAPOLI – Le notizie di una fumata bianca si rincorrono per tutta la mattina. Poco prima della pausa pranzo sembra davvero fatta: il candidato presidente del centrodestra è Edmondo Cirielli. Da quel momento il nome del viceministro di Fratelli d’Italia si infila ovunque: nelle chat WhatsApp di candidati e militanti, nelle news online, nei gruppi di sostenitori su Facebook. Manca ancora l’ufficialità ma tanto basta. L’ufficiosità si gonfia di particolari lambendo persino i futuri assetti di governo. C’è chi fa già gli auguri a Cirielli, chi posta icone con la bandiera italiana e il segno della vittoria. Eppure il tempo passa e dal cunicolo della coalizione non esce alcun fumo. Né bianco né nero. Solo silenzio. Così le voci – che fino a quel momento si erano fatte coraggio – cominciano ad affievolirsi, senza però perdere del tutto la fiducia. “Forse mancano solo gli ultimi dettagli”. “Forse sta per uscire una nota congiunta”. Forse, forse, forse. Il silenzio dell’attesa – quasi amletica, “essere o non essere Cirielli il candidato” – si interrompe nel primo pomeriggio con una nota ufficiale del segretario regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello: «C’è il via libera di Forza Italia a Giosy Romano. Se dovesse essere il civico scelto non avremmo problemi ad appoggiarlo. Se Fratelli d’Italia ha superato le difficoltà interne per me si può chiudere ora». La confusione si affaccia sulla giornata. E si trasforma in caos, o meglio commedia, poche ore dopo: «Non sono, né sono mai stato, in alcun modo interessato a ipotesi di candidatura a presidente della Regione Campania». A firmare la precisazione è proprio Giosy Romano, presidente della Zes, da settimane tra i papabili civici per guidare il centrodestra alle regionali. Meno uno. Ma sul tavolo resistono altri nomi civici: il prefetto di Napoli Michele Di Bari e i rettori Matteo Lorito della Federico II e Giovanni Nicoletti della Vanvitelli. Sono le prime luci della sera. L’azzurro Martusciello si rabbuia: «Chi ha spinto Romano a siglare una nota che non gli appartiene? È fondamentale saperlo per comprendere lo stato di democrazia in questa Regione. Forze esterne alla politica? Forze di governo regionale? Altro? Romano sa bene quante volte abbiamo parlato e discusso anche ultimamente di una sua candidatura. Che cosa è accaduto? Penso sia doveroso conoscere la verità, per capire se c’è ancora democrazia in questa Regione». Strano (e sospetto) ma vero: va tutto così. Fratelli d’Italia non parla, la Lega conferma il sostegno a Cirielli precisando che «l’unico veto è sempre stato solo su Martusciello». Il banco salta e si porta dietro le carte. E pure le sedie. Restano i sussurri, le voci, i retroscena. Nulla di più. E alla fine, quando il sipario cala su una convulsa e uggiosa giornata di ottobre, resta un’unica certezza: per il candidato del centrodestra adda passà ’a nuttata. Ancora una volta. Anche questa notte.

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