«In Campania esiste un deficit di libertà e di democrazia. I cittadini manderanno a casa chi in questi dieci anni ha mortificato il territorio con logiche clientelari. Il centrodestra vincerà e io sono pronto a dare il mio contributo, anche con un coinvolgimento diretto nella futura giunta». Aurelio Tommasetti, 59 anni, ha legato la sua vita all’Università di Salerno: prima ricercatore, poi professore ordinario di Economia aziendale, quindi sei anni da rettore. Oggi è consigliere regionale, guida il Dipartimento Università della Lega a livello nazionale e coordina i dipartimenti campani del Carroccio. È candidato nella circoscrizione di Salerno alle prossime regionali.
Professore Tommasetti, qual è lo stato di salute della Campania?
«In Campania – e a Salerno in particolare – esiste un deficit di libertà e di democrazia. Da dieci anni in Regione e da oltre trenta in città abbiamo assistito a una concentrazione di potere pubblico e politico senza precedenti: tutto nelle mani di una sola persona. Faccio spesso un test tra gli amici: quanti conoscono il nome di più di due, massimo tre assessori regionali? Quasi nessuno».
Quali sono oggi le priorità della Campania?
«Sanità, trasporti, lavoro: sono i tre capitoli che toccano la vita dei campani e che in questi anni sono stati mortificati da logiche clientelari, a dispetto dei sermoni trionfalistici di De Luca nel suo appuntamento televisivo del venerdì. Servono scelte chiare e responsabili. Va premiato il merito».
La Campania sconta ancora forti divari territoriali e infrastrutturali. Qual è la sua proposta?
«Primo: nominare un assessore ai Trasporti. In dieci anni non c’è stato. È una differenza enorme rispetto a una presidenza di commissione: manca il coordinamento politico, prevale la gestione tecnocratica e si procede per annunci ed emergenze. Serve programmazione, tempi, obiettivi e responsabilità certe».
Trasporto pubblico locale: quali gli interventi necessari?
«Chi gestisce un servizio pubblico va richiamato ai doveri di contratto: mezzi adeguati alle tratte, frequenze certe, stop ai pullman sovraffollati e a tariffe fuori misura. Nei piccoli centri non ha senso mandare mezzi grandi e inquinanti. Serve una guida politica competente e basta nomine di ripiego: le aziende che gestiscono il servizio non sono parcheggi per non eletti. Ma – ripeto – per fare questo servono guida e programmazione».
E sul fronte delle politiche attive per il lavoro?
«In questi anni sono stati prodotti disastri: corsifici senza alcuna aderenza alla domanda reale e soldi sprecati. Il risultato è nessuna occupazione stabile e favori a poche agenzie amiche».
Da ex rettore, quali misure concrete andrebbero messe in campo per università e ricerca?
«L’università è materia a prevalente competenza nazionale ma la Regione può e deve incidere».
In che modo?
«Attraverso incentivi meritocratici a progetti di qualità, sostegno a spin-off e giovani ricercatori, borse per dottorandi, interventi mirati sulle scuole di specializzazione – in primis Medicina – per formare i medici del futuro. Niente pioggia di micro-finanziamenti: si investa nelle migliori energie e intelligenza».
Sul fronte della scuola, quali sono invece le urgenze?
«Siamo all’anno zero sull’edilizia scolastica. La Regione ha un dovere di stimolo e coordinamento verso Province e Comuni: sicurezza degli edifici prima di tutto. E trasparenza sul dimensionamento scolastico che troppo spesso ha seguito logiche politiche e non i bisogni dei territori».
Il centrosinistra è passato dal “campo largo” a un vero e proprio “campo minato”. Cosa ne pensa?
«Il centrosinistra ha una proposta scadente e i campani lo percepiscono. Fico tiene insieme pezzi di sinistra movimentista e centri sociali ma non ha il profilo e l’esperienza per governare una regione complessa come la nostra».
In Campania si chiude una stagione amministrativa e anche una stagione politica?
«Assolutamente sì. Lo dimostra l’accelerazione sulle nomine dei direttori generali tra aziende ospedaliere e sanitarie: un tentativo maldestro di continuare a governare dall’esterno. Anche i continui richiami al programma da parte di De Luca servono solo a rimettere in riga i potenziali alleati in vista della distribuzione di fondi, spesso europei».
Con una vittoria del centrodestra quale stagione si aprirebbe in Campania?
«Una stagione di serietà e competenza. I campani vogliono voltare pagina. Un centrodestra unit può vincere e riportare concretezza e risultati dialogando con tutti i territori e le comunità, senza lasciare indietro nessuno».
E lei che contributo immagina di dare?
«Se il centrodestra vincerà, sono pronto a dare il mio contributo nella futura giunta».

