Psi, lascia Iossa: «Il partito è diventato un taxi elettorale»

Il partito socialista perde pezzi. Felice Iossa (foto al centro), responsabile nazionale per il Sud, ha lasciato la direzione e si è dimesso dal Garofano. Una scelta che arriva nel pieno della stagione pre-elettorale e – lupus “azzurro” in fabula – mentre Forza Italia dal palco di Telese con il leader Antonio Tajani rivendica la vocazione a casa dei moderati, aprendola in modo particolare agli ex socialisti e agli ex democristiani delusi dal partito democratico. «Il partito socialista non è un taxi ma un insieme di valori, principi e una comunità che ha sofferto molto e che intendeva rilanciarsi riallacciando i fili con la propria storia» ha sottolineato Iossa. «Non siamo mai stati subalterni a nessuno e non potevamo esserlo oggi». Da qui la rottura: «Non è possibile candidare figure che in passato hanno offeso sindaci socialisti mettendo da parte la dignità per una poltrona». Il riferimento sarebbe a Valeria Ciarambino, oggi vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania per il Gruppo misto, ex Cinque Stelle e oppositrice di De Luca, che i “rumors” danno candidata proprio nelle liste del Psi per volere del governatore uscente. Si verdà. Iossa ha inoltre attaccato il metodo con cui è stata individuata la candidatura di Fico: «Senza una vera discussione, senza un programma, senza un’idea di futuro». Nel mirino del dirigente dimissionario il “codice etico” per i candidati: «Un’offesa alla Costituzione e alle leggi dello Stato». Il bilancio, nelle parole di Iossa, è amaro: «Ho dato tutto quello che potevo e ringrazio i compagni che hanno creduto in questa battaglia. Non posso più continuare a fare politica in un contesto che tradisce i valori per cui ho sempre lottato».

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