Intesa Usa – Cina per la vendita di Tik Tok

Arriva a conclusione la lunga guerra per il controllo del social media Tik Tok, uno dei più diffusi tra gli adolescenti di tutto il mondo. Ieri, infatti, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che rende possibile avviare l’acquisizione del controllo della piattaforma da parte di investitori statunitensi, estromettendo così la Cina da controllo di un social “strategico”, tanto da spingere il vicepresidente Usa Vance a dichiarare che finalmente ora «Tik Tok non sarà più usato come un’arma di propaganda contro gli americani».
Il cuore della questione è tutta qui, con gli aspetti economico-commerciali relegati in secondo piano. E che non si tratti di una preoccupazione securitaria del volubile inquilino della Casa Bianca lo dimostra il fatto che già durante la presidenza Biden è stata approvata una legge con cui si chiedeva – pena la messa al bando dal territorio degli Stati Uniti entro l’inzio del 2025 – alla società cinese ByteDance di avviare la cessione di Tik Tok ad imprese statunitensi.
La sospensione del social media è stata progressivamente rinviata dal presidente Trump, intenzionato ad arrivare ad una cessione concordata e non conflittuale di Tik Tok in mani americane.
All’origine di questa decisione la convinzione, profondamente radicata nell’amministrazione e negli apparati si sicurezza statunitensi, che Tik Tok sia un efficace e capillare strumento di propaganda utilizzato dal governo di Pechino per influenzare l’opinione pubblica statunitense e, più in generale, occidentale ed europea. In modo particolare le fasce più giovani della popolazione.
L’accordo per la vendita di Tik Tok dovrà essere perfezionato, in quanto l’atto esecutivo firmato da Trump richiede ulteriori passaggi legislativi.
All’interno del consorzio che controllerà il social media negli Stati Uniti figurano, accanto alla multinazionale informatica Oracle anche l’imprenditore Michael Dell e il magnate dei media Rupert Murdoch; accanto a loro un ruolo di primo piano dovrebbe giocarlo anche la società statale emiratina Mgx, creata dal fondo sovrano Mubadala e dalla società di intelligenza artificiale G42, basata a Abu Dhabi.
L’accordo di massima raggiunto su Tik Tok segnala un momento di evidente distensione tra Stati Uniti e Cina, distensione che investe anche i negoziati commerciali condotti nel corso degli ultimi mesi.

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