“Agropoli si candida a città europea dello sport per il 2027”

“Agropoli punta a diventare città europea dello sport per il 2027”. Ad annunciare la candidatura è Renato Del Mastro (nella foto qui a destra), delegato provinciale Coni dallo scorso aprile e succeduto a Paola Berardino, passata alla Giunta Regionale guidata da Sergio Roncelli.

A cinque mesi dall’incarico, l’occasione è quella buona per fare un primo bilancio.

“Dall’organizzazione della giornata nazionale dello sport, ai vari giri sul territorio per seguire eventi e offrire il mio supporto, il mio incarico si è concentrato soprattutto sulla candidatura della città del Cilento, c’è tanto ottimismo. Il Coni farà la sua parte per dare una mano a livello di coordinamento delle attività, c’è tanto lavoro da fare, ma sarebbe un segnale importantissimo per una delle province ultime in tutta Italia per impianti sportivi.

Già, le criticità strutturali sono ormai ataviche…

“Un’antica e dolente nota. Da sempre una tiritera, ma mai un passo concreto in avanti, se non a Salerno per lo stadio Arechi, fatto comunque con i fondi dei Mondiali del ’90 e la Palestra Palumbo nata grazie ai contributi di Coni e Forze Armate.
Ci sono gli impianti comunali, ma che risalgono agli anni ’60.”
Il PalaSport vedrà finalmente la luce?

“Ho assistito a tante pose della prima pietra, ci crederò solo quando sarà effettivamente costruito. È un peccato, si perdono investitori, imprenditori, ad Agropoli c’è un impianto per il nuoto, gestito da privato ma garantisce massima efficienza per oltre 100 giovani atleti. I comuni sono oggi tutti disastrati, c’è sicuramente il Credito Sportivo, ma la manutenzione costa tantissimo, ed è spesso insostenibile. Il mio sogno resta quello dei miei predecessori: tanti piccoli impianti, uno per quartiere, costruito dalle istituzioni e gestito dalle varie associazioni. Anche per creare dei presidi, per combattere il degrado favorendo l’inclusione, lo sport in fondo è questo”.

Cosa si potrebbe fare realisticamente?

“Penso ai playground, alle piste di skateboard, che è diventato disciplina olimpica, abbiamo tanti parchi enormi, perché non sfruttare tutto quel verde e quello spazio, a costi davvero limitati. Anche una rete di pallavolo o due porte di calcio sarebbero un piccolo segnale. Ci sono tanti campi inaugurati ma di fatto mai attivi, ma il Coni può far poco su questo, è più una questione politica. Sicuramente siamo in contatto con la Commissione Sport, proveremo a dare un ulteriore impulso.

Nonostante difficoltà logistiche e non solo, la passione di alcuni atleti è spesso più forte. Salerno e la provincia vantano tanti campioni…

Ci sono davvero numerosi atleti che si fanno onore, con sacrifici che superano le criticità di una doccia fredda, di un impianto fatiscente e così via. Le nostre punte di diamante del territorio sono sicuramente i ragazzi che hanno portato in alto il nome di Salerno alle Olimpiadi di Parigi, Ilenia Matonti (taekwondo), Michele Gallo (scherma), Aziz Abbes Mouhiidine (pugilato).
Alle loro spalle però, ci sono tanti sportivi agguerriti, che hanno conquistato già risultati prestigiosi a livello nazionale e internazionale, e vedo diverse discipline in risalita. Senza considerare la grande crescita di tutto lo sport paralimpico, che permette a tante persone di stare in compagnia, di socializzare e di crescere”.

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