Dodici anni dopo l’ultima volta. Panchine diverse ma stesse ambizioni. Antonio Conte e Massimiliano Allegri si ritrovano da avversari. Milan-Napoli, posticipo di domenica sera, non avrà il sapore del verdetto definitivo per la serie A ma sarà già test indicativo. Per il Napoli e per la fame di voler certificare lo status di squadra da battere, dando ancor più peso al tricolore che batte sul petto. Per il Milan, mina vagante del campionato e, fatta eccezione per il passo falso interno con la Cremonese, squadra con ritmo da vertice e una continuità che fa rumore. Da una parte la continuità partenopea, seppur un mercato corposo e con innesti importanti in tutti i reparti. Dall’altra la rivoluzione rossonera, la volontà di Allegri di riportare in alto la società meneghina dopo stagioni di sofferenza. L’ultimo precedente risale al 2013, quando Conte sedeva sulla panchina della Juventus mentre Allegri era su quella di un Milan in difficoltà. Vinsero i bianconeri 3-2, con la Vecchia Signora che certificò lo proprio status di favoritissima. Alla fine furono ben 102 i punti portati a casa nella corsa al tricolore. Il Milan chiuse quel campionato senza Allegri in panchina, con l’esonero arrivato a gennaio. Una vita fa, per i due allenatori che domenica metteranno in campo dissapori ormai dimenticati (famoso il Milan-Juventus 1-1 con il gol fantasma di Muntari) ma anche ben undici Scudetti in due. Ora lo scontro diretto, con il Napoli che dovrà fare a meno di Alessandro Buongiorno.
Il leader difensivo si è sottoposto ad esami strumentali dopo il problema fisico rimediato con il Pisa che hanno certificato il pessimismo sulle condizioni del numero cinque: lesione di basso grado del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra. Stop di almeno due settimane, con Buongiorno che salterà le sfide con Milan, Sporting Lisbona e Genoa, rinviando il ritorno in campo dopo la sosta per le nazionali, quando i partenopei sfideranno proprio il Torino.
Da ieri intanto al cinema è disponibile “Again”, il film prodotto dal club partenopeo e che celebra il trionfo del quarto Scudetto. “La storia del Calcio Napoli continua e non si ferma qui. Non stiamo celebrando la storia di un evento che poi non si ripeterà più. Auguriamoci e facciamo gli scongiuri che la festa continui. Questo è un film che coinvolge i napoletani ma soprattutto i tifosi che rivedono come certe giornate sono state vissute in modo impegnativo, dotate di fortuna o di sfortuna perchè questa è anche l’imprevedibilità del calcio. Questo sport deve trovare una sua nuova strada, perchè così com’è oggi concepito in Italia ed in molti paesi in Europa è destinato a morire perché non potrà sopravvivere e sopportare i costi attuali”.

