Continua lo stato di agitazione alla Cooper Standard di Battipaglia. Oggi l’atteso incontro con l’azienda, in call, in vista del tavolo ministeriale in calendario per il primo ottobre a Roma. «Ci aspettiamo responsabilità e che l’azienda affronti il tavolo sindacale con le risposte alle questioni che abbiamo sollevato». Dice Alessandro Antoniello della Uiltec che, nel confronto on line di domani non ripone grandi aspettative. «L’azienda ha commesso una scorrettezza gravissima – continua – non ci fidiamo più di loro, devono solo dirci se hanno o no la volontà di ragionare su una serie di questioni che porteremo al tavolo ministeriale». Sul tavolo della contrattazione una serie di proposte e richieste a partire dalle «garanzie sulla produzione a Battipaglia e con avallo di Stellantis, la garanzia che i progetti attualmente presenti nel sito rimangano a Battipaglia». E soprattutto, spiega Antoniello «stop al mirroring delle produzioni verso altri stabilimenti o in alternativa, prevedere duplicazioni delle produzioni da altri stabilimenti verso Battipaglia». A seguire i sindacalisti della Filctem, Femca, Uiltec, Confail, chiedono «l’aumento delle quote di produzione delle mescole intercompany» e «l’avvio di investimenti sulla tecnologia termoplastica nello stabilimento di Battipaglia, già presente in altri siti del gruppo». Richiamano poi l’azienda sugli impegni per il futuro dello stabilimento salernitano chiedendo un «riscontro certo e vincolante sull’impegno ad allocare a Battipaglia parte delle future produzioni derivanti dal nuovo piano industriale di Stellantis». Quanto alla gestione sociale dalla Cooper i lavoratori chiedono all’azienda di avviare un percorso condiviso con il Ministero per individuare ulteriori strumenti di sostegno e ammortizzatori sociali. La Cooper Standard è un gruppo statunitense che produce guarnizioni per il settore automotive, con una presenza consolidata in Europa (Francia, Germania, Serbia, Polonia, Italia e Spagna). In Italia lo stabilimento principale è situato a Battipaglia (SA), dove operano circa 370 addetti a tempo indeterminato e circa 50 in staff leasing (contratti di somministrazione). Lavoratori dall’11 settembre sul piede di guerra.

