Francesco De Rosa sul tetto d’Europa, Baluta sconfitto: «Brindo con la birra»

«Ti stai giocando tanti anni di sacrifici». È il messaggio arrivato dall’angolo nel momento più delicato, prima della dodicesima e ultima ripresa. Francesco De Rosa ha stretto i denti, continuato a combattere e portato a termine l’impresa più importante della sua carriera. Il pugile della Pugilistica Salernitana si è laureato campione d’Europa dei pesi supergallo, superando il rumeno Ionut Baluta sul ring allestito all’Expo di Calangianus, in Sardegna. A 29 anni, il salernitano si prende così la soddisfazione più grande dopo un confronto intenso, chiuso con il verdetto unanime dei giudici: 116-112, 117-111 e 118111. Al suo fianco, per tutta la sfida, il maestro Emilio Desiderio, riferimento tecnico e umano di un percorso che ha trovato il suo coronamento nella conquista della cintura continentale. L’inizio è stato caratterizzato da una fase di studio, ma già dalla seconda ripresa De Rosa ha cominciato a imporre velocità e ritmo, costringendo spesso l’avversario alle corde. Il sinistro e i montanti si sono rivelati armi efficaci, mentre Baluta faticava a trovare le contromisure alla maggiore rapidità del pugile italiano.Con il passare dei round, il salernitano ha consolidato il controllo del match, senza rinunciare ad attaccare. Anche quando il rumeno ha provato a cambiare ritmo e a cercare colpi pesanti, De Rosa ha saputo reagire, ritrovando lucidità e riprendendo in mano il confronto. Nel finale, con Baluta sempre più sulla difensiva, l’italiano ha gestito il vantaggio senza correre rischi inutili, fino al suono dell’ultima campana e alla gioia per il verdetto. «L’avversario era ostico e il suo ritmo incessante. Mi ha messo molto in difficoltà, è stato un match impegnativo e ho cercato di dare tutto», ha raccontato De Rosa al termine dell’incontro, riconoscendo il valore dei suggerimenti ricevuti dal proprio angolo. Parole di stima per Desiderio: «È una persona squisita dal punto di vista umano ed è bravissimo tecnicamente. Sa rapportarsi al meglio con l’atleta». Un successo costruito anche grazie al lavoro dell’intero staff, compreso il supporto del nutrizionista, che ha contribuito alla preparazione. Ora, dopo la tensione e la fatica di dodici riprese, spazio anche all’ironia: «Ci vuole una bella birra e come brano “Dieci donne per me”», ha scherzato il neo campione, che prima del match si era concentrato ascoltando «Gesù bambino» di Lucio Dalla.Desiderio, dal canto suo, preferisce non fare previsioni sul futuro: «Non so dove può arrivare, continueremo a lavorare per il meglio. Lo staff tecnico resterà questo». La cintura europea è adesso nelle mani di De Rosa. E quei sacrifici ricordati nell’ultima ripresa hanno trovato la loro ricompensa.

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