Qualcuno si ostina a chiamarla, con sprezzante disinvoltura, la città dello sport. Anche mentre Salerno incassa un nuovo schiaffo, in pieno volto, alla passione di atleti e dirigenti. Il Circolo Nautico è a un passo dal ritiro dal campionato di serie A2 di pallanuoto, dopo una stagione da record, chiusa con la promozione dalla serie B giunta senza perdere nemmeno una gara in tutta la stagione. A poche settimane dall’inizio del torneo, dopo la diramazione dei calendari, la doccia gelata. Il club di patron Giarletta ha infatti annunciato alla Federazione la rinuncia, un passo indietro doloroso, bruciante, eppure resosi necessario dall’atavica problematica legata all’impiantistica sportiva. Che al netto di annunci in pompa magna, litigi di bassa lega sulla paternità dei meriti per il via libera a fondi e finanziamenti, progetti mai realizzati eppure rilanciati alla bisogna, resta uno degli aspetti più mortificanti per un intero movimento. Non bastasse l’indisponibilità della Simone Vitale, chiusa ormai da quasi un anno, e con più di un dubbio sulla reale riapertura dopo i lavori di riqualificazione, la mazzata finale sarebbe servita da una delle poche strutture rimaste a disposizione per gli sport natatori. Se già come nella scorsa stagione la Rari Nantes Salerno (per metà campionato), e Circolo Nautico avevano dovuto giocoforza chiedere ospitalità alla piscina di Santa Maria Capua Vetere per disputare le gare casalinghe (opzione rinnovata anche per il campionato 2026-2027), a decretare la decisione definitiva del club gialloblu sarebbe stata la richiesta elevatissima per utilizzare gli spazi acqua dell’impianto di Parco Arbostella. Cifre insostenibili (pare il triplo circa di quanto chiesto in passato proprio per la Vitale). Si attende ora la nota del club nelle prossime ore, ma è impossibile a oggi ipotizzare dietrofront, anche in virtù dei nodi legati alla Simone Vitale, la cui indisponibilità ha inciso senza dubbio pure sulla retrocessione dalla serie A2 della Rari Nantes, che in semifinale e in finale playout ha dovuto giocare i match point decisivi in casa in terra straniera, senza poter contare sul supporto dei propri tifosi. Se la società di patron Gallozzi (che almeno può contare sulla gestione della Piscina Nicodemi) ci riproverà, ancora una volta lontano da casa propria, il Circolo Nautico ha deciso di dire basta. Lanciando nella disperazione un manipolo di ragazzi che l’anno scorso avevano portato in alto il nome della città di Salerno senza perdere nemmeno una gara. E che ora, a pochi giorni dall’inizio del torneo e con gran parte degli organici già da tempo virtualmente chiusi, si trovano a passare dal ruolo di protagonisti a quello di spettatori. In quella che qualcuno si ostina ancora a chiamare città dello sport succede anche questo…

