Una tromba, due pianoforti, una chitarra, una voce e una batteria. Ieri sera alla Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella il caffè ha trovato una colonna sonora tutta jazz. Nel giorno dedicato in tutto il mondo alla bevanda simbolo di Napoli, Kimbo ha scelto infatti la musica per raccontare un legame con la città che da tre anni passa anche attraverso il sostegno ai suoi giovani talenti.
La terza edizione del “Concerto per Kimbo” ha portato sul palco i sei studenti del Dipartimento di Jazz vincitori delle borse di studio per l’anno accademico 2025/26: Arturo Caccavale alla tromba, Mario Castellano e Pasquale De Rosa al pianoforte, Dario Di Pietro alla chitarra, Elia Leo al canto ed Emilio Pietropaolo alla batteria.
Non soltanto interpreti. Il programma ha lasciato spazio anche a musiche composte dagli stessi ragazzi, chiamati ad alternarsi durante la serata in formazioni differenti. Un modo per trasformare la consegna di una borsa di studio in qualcosa di più concreto: un palco, un pubblico e la possibilità di mostrare ciò che la formazione ha prodotto.
Ospite straordinario, per il secondo anno consecutivo, Walter Ricci, che con Kimbo ha già costruito un piccolo ponte tra memoria e contemporaneità. “‘Na Samba ‘e Cafè”, uno dei suoi lavori più recenti, nasce infatti dalla rielaborazione dello storico jingle dell’azienda.
«La musica ha bisogno di talento, di passione, di sacrificio, ma anche di opportunità», ha ricordato Ricci. E l’opportunità, in questo caso, nasce dall’incontro tra un marchio profondamente legato a Napoli e il luogo che da secoli forma musicisti nel cuore della città.
La collaborazione tra Kimbo e il San Pietro a Majella risale al 2023 e prevede un impegno quinquennale, fino al 2028, per un valore complessivo di 32mila euro. L’obiettivo è sostenere gli studenti nel percorso di formazione e accompagnare il talento verso una possibile dimensione professionale.
A premiare i sei vincitori è stato Mario Rubino, presidente di Kimbo. «Con l’autorevolezza di un’istituzione storica come il San Pietro a Majella riusciamo, con questo progetto a cui tengo moltissimo, non solo a sostenere i giovani talenti del nostro territorio nel loro percorso di formazione ma anche ad esprimere il “sesto senso” del nostro caffè, quello per la musica».
C’è una storia anche dietro quell’espressione. Alla fine degli anni Ottanta lo jingle degli spot televisivi di Kimbo entrò nell’immaginario di generazioni di consumatori. Oggi quella memoria viene recuperata e reinterpretata attraverso il jazz, fino al lavoro realizzato da Ricci.
A fare gli onori di casa, nella serata condotta dal giornalista Ciro Cacciola, la presidente del Conservatorio Carla Ciccarelli e il direttore Gaetano Panariello.
«Il San Pietro a Majella è presidio culturale e civile oltreché istituzione accademica riconosciuta a livello internazionale come eccellenza nel campo della formazione musicale», ha sottolineato Ciccarelli, ricordando come la borsa quinquennale rappresenti «un ulteriore strumento per gli studenti per coltivare la musica anche come possibile argine al dilagare delle non-culture».
Panariello ha indicato nella collaborazione con Kimbo un’occasione per «dare ulteriore impulso alle attività didattiche e formative» e valorizzare «la ricchezza di professionalità e talenti» del Conservatorio.
La coincidenza con la Giornata internazionale del caffè ha fatto il resto, mettendo nella stessa sala due linguaggi che Napoli ha esportato nel mondo. Ma la serata non ha avuto il sapore di un’operazione affidata soltanto alla tradizione. Al contrario, ha guardato soprattutto a ciò che viene dopo.
Perché i protagonisti, alla fine, sono stati sei ragazzi. E dietro i loro strumenti c’è l’idea che il rapporto tra un’impresa e il proprio territorio possa essere misurato anche da ciò che lascia alle generazioni successive. Ieri sera Kimbo e il San Pietro a Majella hanno scelto di farlo attraverso la musica.

