Un impianto sportivo simbolo di una città intera e della sua voglia di riscatto sociale. Lo Stadio Diego Armando Maradona, universalmente noto per decenni come Stadio San Paolo, è il tempio del calcio napoletano e la casa della S.S.C. Napoli. Situato nel quartiere di Fuorigrotta, l’impianto venne progettato dall’architetto Carlo Cocchia in stile brutalista, con l’obiettivo di donare alla città una grandiosa struttura polisportiva dopo la distruzione bellica dello storico Stadio Partenopeo. Con una capienza attuale di 54.726 posti, è oggi il terzo stadio italiano per capacità. I lavori di costruzione iniziarono nel 1952. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 6 dicembre 1959 sotto il nome originario di Stadio del Sole. Per l’esordio fu scelta la sfida più sentita, il match contro la Juventus, che vide il Napoli trionfare per 2-1 grazie alle reti di Vitali e Luis Vinicio davanti a oltre 70.000 spettatori festanti. Solo nel 1963 la struttura assunse il nome di Stadio San Paolo per celebrare la tradizione religiosa secondo cui l’apostolo Paolo avrebbe attraccato in Italia proprio nella zona flegrea adiacente a Fuorigrotta. L’impianto si distingueva per la sua imponente struttura a pianta ellittica en plein air, caratterizzata da 56 costoloni esterni in cemento armato. Il legame mistico tra l’impianto e la sua gente raggiunse l’apice il 5 luglio 1984, il giorno in cui Diego Armando Maradona salì le scalette del tunnel degli spogliatoi per presentarsi a 70.000 tifosi in delirio. Su questo prato il Pibe de Oro ha trascinato il Napoli alla conquista dei suoi primi due storici scudetti (1987 e 1990) e della Coppa UEFA 1989. Negli anni Ottanta lo stadio divenne uno dei catini più caldi al mondo, registrando il record italiano di 89.992 spettatori paganti nel 1979. In vista dei Mondiali di Italia ’90, la struttura fu profondamente trasformata: vennero aggiunti la controversa copertura metallica, il terzo anello superiore (poi dichiarato inagibile nei primi anni Duemila) e un moderno tabellone luminoso, ridisegnando il profilo architettonico dell’arena. Dopo anni di progressivo declino strutturale, nel 2019 lo stadio è stato oggetto di un profondo restyling per le Universiadi. Gli spalti sono stati rinnovati con sediolini azzurri e multimaterici, sono stati installati due maxischermi e potenziati tutti i sistemi d’illuminazione, restituendo decoro e modernità all’impianto. Il 4 dicembre 2020, a pochissimi giorni dalla tragica scomparsa del fuoriclasse argentino, il Comune di Napoli ha ufficializzato il cambio di nome in Stadio Diego Armando Maradona, legando per sempre l’arena al calciatore che ne ha scritto la leggenda.

