Una statistica che basta per far suonare l’allarme. La sosta per le nazionali permette al Napoli di analizzare i dati, capire le difficoltà di un inizio non proprio esaltante. Un dato tattico fotografa una delle caratteristiche del Napoli in questo avvio di campionato. Gli azzurri figurano infatti nelle ultime posizioni della Serie A per dribbling riusciti a partita, confermando una limitata ricerca dell’uno contro uno e della giocata individuale per superare direttamente l’avversario. Una tendenza che offre un ulteriore elemento di lettura della produzione offensiva della squadra di Massimiliano Allegri nelle prime giornate della stagione. A guidare la graduatoria è il Como, con una media di 10,4 dribbling riusciti a partita, seguito da Roma e Fiorentina. Situazione opposta per il Napoli, che si ritrova nel gruppo di coda insieme al Monza, fermo a 4,4, e al Parma. Gli azzurri ricorrono dunque molto meno rispetto ad altre squadre alla capacità dei singoli di saltare l’uomo palla al piede. Elemento cardine anche per valutare quella che è stata la linearità di un gioco, quello partenopeo, meno pericoloso e meno incline all’aspetto offensivo. Indizi che, sommati anche al numero basso di gol di squadra e di tocchi in area per Hojlund in questo avvio di stagione, sottolineano quanto il Napoli abbia faticato in attacco. Numeri che Allegri memorizza e sul quale deve intervenire. Una delle speranze è il recupero a pieno regime di David Neres. Il brasiliano, alle prese con un inizio di stagione con il freno a mano tirato a causa di problemi fisici, nel secondo tempo di Firenze ha mostrato imprevedibilità e soprattutto una velocità palla al piede che è mancata al Napoli. E la delusione per quella stoccata a pochi passi da De Gea stoppata dall’estremo difensore viola facendo esplodere la rabbia di Allegri. La sosta ha tra le priorità quella di recuperare al meglio l’ex Benfica. Non è da escludere checol Frosinone possa subi to partire nell’undici iniziale. Anche perché Allegri deve fare i conti con il lungo stop di Alisson Santos, con il brasiliano che avrà bisogno ancora di un paio di settimane per mettersi alle spalle la lesione muscolare che lo ha stoppato nel secondo tempo della sfida con l’Arsenal. Inoltre, Vergara non è alle prese con un momento felice mentre Lang, nonostante le continue frecciatine, fatica ad accendersi e fa parlare più i social che il campo. Ecco perché anche il 4-3-3 potrebbe finire in soffitta per un 3-4-2-1 meno esplosivo e più lineare in attesa di ritrovare tutti i protagonisti.

