«La sicurezza è materia di competenza del governo centrale». Il segretario regionale di Sinistra Italiana, Tonino Scala, entra nel dibattito sui tavoli tematici del centrosinistra per le elezioni in Campania tirando una linea netta. Al primo incontro di coalizione ne sono stati individuati cinque: lavoro, ambiente, infrastrutture, sviluppo economico e aree interne. «Per noi sicurezza» aggiunge Scala «significa welfare, politiche sociali, riqualificazione dei quartieri, rigenerazione urbana. Gli amministratori locali hanno il dovere di creare condizioni di vita migliori per ridurre il disagio sociale che spesso è la radice dei problemi. Meno disagio significa più sicurezza».
Secondo l’assessore regionale alla Sicurezza Mario Morcone in questo modo si consegna colpevolmente un tema – centrale per i cittadini – alla destra.
«La destra intende la sicurezza in chiave repressiva. E, questa, spetta al ministero degli Interni».
Lei ha più volte ribadito che in questa competizione elettorale regionale la vera sfida è tutta sul programma. Quali sono le priorità per la Campania?
«Innanzitutto la questione dei beni comuni. Bisogna chiarire il futuro dell’acqua pubblica in Campania. Le privatizzazioni di Benevento mostrano bene la diversità di sensibilità dentro la coalizione. Poi l’urbanistica: l’ultimo regolamento approvato va rivisto. In questi anni si è fatto abuso delle deroghe agli strumenti urbanistici. Noi siamo per la pianificazione: significa coinvolgere le comunità, avere uno sguardo complessivo sul territorio, rispettare i cittadini».
E in materia di sanità?
«Con Alleanza Verdi e Sinistra abbiamo deciso di lanciare una campagna che coinvolga tutte le regioni del Sud al voto: Puglia, Calabria e naturalmente la Campania. Il criterio di ripartizione dei fondi basato sulla popolazione anziana penalizza il Mezzogiorno: serve un fronte comune con il governo centrale. E quanto ai nuovi ospedali, se non si sblocca il turn over rischiamo di avere strutture moderne e macchinari avanzati, ma personale insufficiente».
E per trasporti e aree interne?
«Bisogna utilizzare i fondi Por per costruire una metropolitana regionale. Quanto alle aree interne, da tempo diciamo che bisogna ribaltare la Regione. È un processo lungo ma va avviato subito».
La discontinuità con l’esperienza uscente mi sembra netta.
«Insieme ai Cinque Stelle siamo stati all’opposizione in questi dieci anni. La nostra visione politica è chiara. Certo, bisogna distinguere. La discontinuità è totale sulle speculazioni edilizie mascherate da rigenerazione urbana – penso al progetto del Faro – ma non può esserlo su interventi come il raddoppio dei binari della Vesuviana o i nuovi ospedali a Castellammare e Salerno. Quelle opere vanno portate avanti».
Dell’esperienza di governo regionale che si sta per concludere, cosa salva?
«Ho grande rispetto per il lavoro dell’assessore alla Scuola Lucia Fortini e dell’assessore alla Formazione professionale Armida Filippelli».
Oggi, a sinistra, il terreno di azione politica è quello del campo largo nazionale. Serve una mediazione?
«Sì, una mediazione è giusta, anche se noto un po’ di nervosismo in giro».
Roberto Fico è il candidato giusto per questa mediazione?
«Sì. È il candidato migliore perché ha esperienza – è stato presidente della Camera, la terza carica dello Stato – e autorevolezza. È l’uomo in grado di dialogare anche con chi ha governato».
Al momento con il governatore uscente De Luca il dialogo non sembra dei più distesi…
«Il dialogo è con la coalizione, innanzitutto».
Sul codice etico da applicare per l’individuazione dei candidati qualcuno parla di giustizialismo. Che ne pensa?
«Il codice etico è importante. Noi lo abbiamo e lo rispettiamo da sempre. Chi è indagato per presunti reati contro la pubblica amministrazione e deve affrontare un processo non dovrebbe candidarsi».
Con i tempi della giustizia italiana e la grancassa mediatica il rischio è di celebrare il funerale politico dell’indagato.
«La politica si può fare anche al di fuori delle istituzioni: è un principio che applico a me per primo».
Anche sulle liste, oltre che sul programma attraverso i tavoli tematici, è stato definito il perimetro d’azione per la coalizione?
«Saranno otto, tutte politiche tranne una».
A che punto sono le liste di Alleanza Verdi e Sinistra?
«Siamo a buon punto. Mancano solo alcune limature nelle grandi città, soprattutto a Napoli che è una realtà complessa».
In Campania, relativamente al centrosinistra, sta per chiudersi una stagione politica?
«Sì».

