Tra sacro e profano. Tra le celebrazioni per San Matteo e la ripresa al Mary Rosy, la Salernitana insegue la seconda vittoria consecutiva. Obiettivo sfuggito a Barletta, dove la formazione di Serse Cosmi ha disputato un buon match non riuscendo però a centrare il primo successo esterno in stagione e il bis dopo il poker rifilato al Potenza. Ci riproverà allo Scida di Crotone, la Bersagliera, confortata almeno dall’aver spezzato il tabù derby. Dopo i ko con Scafatese e Sorrento, e il pari con la Cavese, il successo con il Giugliano ha definitivamente rilanciato le ambizioni di Tascone e compagni. Ora però serve iniziare a macinare punti pesanti anche lontano dall’Arechi, e in quest’ottica la squadra si è ritrovata ieri pomeriggio al quartier generale granata dopo un giorno di relax in seguito alla vittoria di sabato. Almeno per il momento nessuna buona notizia dall’infermeria, slitta infatti il rientro in gruppo di Marco Capuano, che con il Giugliano aveva chiesto ed ottenuto di andare in panchina, anche se per onor di firma, nell’intento di essere vicino alla squadra e ai calciatori più giovani. Non si era ancora allenato con il resto dei compagni l’esperto difensore, che anche ieri ha svolto solo lavoro differenziato, al pari di de Boer. Se il primo potrebbe già nelle prossime sedute iniziare a riprendere il discorso con il calcio giocato, per il secondo sarà necessario attendere ancora un po’, ma pure il suo recupero dopo la frattura del metatarso sembra sempre più vicina. Da giorni, infatti, il mediano olandese ha rimosso il tutore diventato necessario dopo l’infortunio in quel di Cascia nel corso del ritiro, ha iniziato a correre e lavorare senza pallone e in maniera individuale già da diverso tempo, tutto insomma sembra procedere per il verso giusto e chissà che la sfida con il Bari del 4 ottobre non possa essere l’occasione per rivederlo almeno tra i convocati. Solo palestra ieri per Malik Djibril e Jonas Heinz, per i quali sarà invece doveroso attendere ancora un altro po’, prima che Cosmi possa finalmente brindare alla ritrovata abbondanza. Almeno per il momento il tecnico granata non derogherà dal 4-4-2, che continua a dare segnali sempre più incoraggianti, accompagnati da una condizione collettiva in crescita apparentemente costante. Allora lecito pensare che anche con il Crotone si ripartirà dal sistema di gioco utilizzato dalla Cavese in poi, poche anche le modifiche di formazione in virtù dopo il primo tour de force di una settimana “tipo” per preparare la trasferta calabrese. Tutto il tempo, insomma, per rifiatare e recuperare energie, salvo qualche tentazione che pure Cosmi dovrà valutare. Su tutte, l’idea di lanciare Djamanca dal primo minuto, scatenato a gara in corsa con un paio di sgroppate poderose, che potevano concludersi con molta più pericolosità sotto porta, senza dimenticare il piano di recupero di Lescano. La sensazione è che quando chiamato a subentrare, specie con una Salernitana meno tambureggiante, il suo contributo non sia di quelli scintillanti, chissà che una chance da titolare non possa rinvigorirlo.

