21 settembre, tifosi granata tra la diretta tv e il rito per San Matteo

“Prima San Matteo, poi la Salernitana”. Se alcuni è al massimo il contrario, di sicuro i due simboli identitari maggiormente sentiti da un’intera comunità si fondono tra sacro e profano sull’altare del senso di appartenenza. E quando la squadra granata scende in campo in occasione del 21 settembre, giorno della celebrazione del Santo Patrono cittadino, è inevitabile non sentirsi con il cuore diviso a metà, tra un occhio alla partita, e uno alla processione, tra il desiderio di un altro morso al “Pan e Mevz” accuratamente preparato come tradizione comanda (seppur tra mille varianti difese con orgoglio da ogni famiglia), e quello di un gol per continuare la fuga, dando un dispiacere all’ex Mirko Cudini.

Quella di Giugliano sarà solo l’ultima delle tante partite in programma nel giorno della festa di un popolo, quello salernitano, che spesso, in passato, si è affidato proprio a San Matteo in occasione di gare della Salernitana. “Pensaci tu”, l’iconico striscione srotolato in Curva Sud a margine dell’ultima vittoria in un 21 settembre, quando la formazione di Delio Rossi liquidò la Reggiana con un perentorio 4-0 griffato dalle reti di Di Vaio (doppietta), Ricchetti e Breda (1997). Non sempre è andata bene, non sono mancate le scoppole a rendere indigesta milza e fuochi d’artificio, basti pensare al 2018, quando la formazione allora allenata da Colantuono venne umiliata con lo stesso punteggio a Benevento in un derby amarissimo. Nel 2005 debacle identica a La Spezia, lo scorso anno, la squadra di Martusciello in campo con la patch raffigurante un’effige di San Matteo sulla maglia e l’iconica scritta in latino “Salerno è mia e io la difendo”, non andò oltre lo 0-0 al Mapei contro la Reggiana.

Le casacche con l’omaggio speciale furono messe all’asta, l’incasso di 12mila euro fu donato alle mense dei poveri, e gioia per i collezionisti a caccia di cimeli unici. Tra i tanti precedenti (nel mezzo il ko di Lecce nel “derby” tra Zeman e Delio Rossi), con la speranza di un ritorno al successo che manca da 28 anni, anche uno indimenticabile per tutta la torcida. Esattamente in occasione della gara con la Reggina (vinta 2-1), il 21 settembre del 1975, nacque il movimento ultras granata: in Curva Nuova, al Vestuti, comparve lo striscione “Ultras Bar Nettuno”, fu l’inizio di un cammino fatto di passione e senso di appartenenza che si appresta a compiere mezzo secolo. In un giorno speciale per un’intera comunità…

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